Questo infatti è buono ed accettevole davanti a Dio, nostro Salvatore, il quale vuole che tutti gli uomini siano salvati, e che vengano alla conoscenza della verità. (1 Timoteo 2:3-4)
Il peso dei nostri peccati è grande, ma più grande è la grazia di Dio.
Or la legge intervenne affinché la trasgressione abbondasse; ma dove il peccato è abbondato, la grazia è sovrabbondata, affinché come il peccato ha regnato nella morte, così anche la grazia regni per la giustizia a vita eterna per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore. (Romani 5:20-21)
Ancora più grande della grazia è Dio, il grande Donatore di tutti i doni.
La sua grazia però è solo per quelli che la ricevono. Purtroppo, molte persone non vogliono dipendere dalla grazia di Dio. Dicono che dovere inginocchiarsi davanti a Dio sminuisce la loro dignità. Così rimangono a mani vuote.
Altri, invece riconoscendo che così come sono non possono stare di fronte a Dio, usufruiscono di questa ricca grazia e realizzano un cambiamento di direzione: la conversione, accettando per fede il Figlio di Dio, Gesù Cristo.
Essi confermano, riconoscenti, che la grazia di Dio è un suo dono generoso, e che non può essere guadagnato dall’uomo. Per loro è chiaro che, senza questa grazia, sarebbero perduti, e per sempre; invece, per mezzo della grazia sono salvati per l’eternità.
Alla gravità della perdizione è adeguata la grandezza della grazia; e alla grandezza della grazia dovrebbe corrispondere la riconoscenza alla quale ha diritto il Donatore, che giustamente se l’aspetta.
Avrebbe potuto privarci della sua grazia? No, perché, nella sua essenza, è un Dio che dà, un Dio Salvatore.



