I comandamenti

Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, avete per frutto la vostra santificazione e per fine la vita eterna; perché il salario del peccato è la morte, ma il dono di Dio è la vita eterna in Cristo Gesù, nostro Signore. (Romani 6:22-23)

I dieci comandamenti hanno qualcosa d’impressionante, di misterioso. Ma quale applicazione possiamo farne nella nostra vita personale? Ognuno di essi ci riguarda, tocca la nostra coscienza, sonda il nostro cuore.

Il timore del SIGNORE è puro, sussiste per sempre; i giudizi del SIGNORE sono verità, tutti quanti sono giusti, sono più desiderabili dell’oro, anzi, più di molto oro finissimo; sono più dolci del miele, anzi, di quello che stilla dai favi. (Salmi 19:9-10)

Ci mostrano ciò che siamo nel più profondo di noi stessi. Dio esamina il nostro stato interiore perché “tutte le cose sono nude e scoperte davanti agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto” (Ebrei 4:13).

Di fronte a questa constatazione, non abbiamo scuse. Dio afferma che “non terrà il colpevole per innocente” (Esodo 37:7) e che “il salario del peccato è la morte” (Romani 6:23). Il giudizio dovrà essere eseguito. Che fare allora? Lasciati a noi stessi, vagheremo senza soluzione alla ricerca di una via d’uscita?

Non c’è dunque più nessuna condanna per quelli che sono in Cristo Gesù, perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte. (Romani 8:1-2)

Ma ecco il messaggio del Vangelo. Dio non ci abbandona a noi stessi, ma è intervenuto con infinito amore per compiere ciò che noi non eravamo capaci di fare. I comandamenti dalla Legge ci giudicano e ci dichiarano trasgressori, ma Dio ha mandato il Figlio Suo Gesù Cristo che ha risposto perfettamente alle esigenze della Legge. Chi crede in Lui non è più sotto la condanna di Dio, ma è rivestito della giustizia divina!

Dio non ci chiede di guadagnarci la salvezza per mezzo delle nostre opere perché sa che sarebbe impossibile. E’ sul fondamento dell’opera perfetta compiuta da Cristo alla croce che noi riceviamo in dono la vita eterna, e siamo anche resti capaci di amare Dio e di amarci gli uni gli altri come Lui ha amato noi.

Non abbiate altro debito con nessuno, se non di amarvi gli uni gli altri; perché chi ama il prossimo ha adempiuto la legge. Infatti il «non commettere adulterio», «non uccidere», «non rubare», «non concupire» e qualsiasi altro comandamento si riassumono in questa parola: «Ama il tuo prossimo come te stesso». L’amore non fa nessun male al prossimo; l’amore quindi è l’adempimento della legge. (Romani 13:8-10)

Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. (Giovanni 13:34)

Facebooktwitterlinkedintumblr

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *