I cristiani del 2° secolo

Essi non sono del mondo, come io non sono del mondo. (Giovanni 17:16)

Estratto da una lettere del 2° secolo indirizzata ad un pagano, nobile, di nome Diognete.

“I cristiani si conformano agli usi locali per quanto riguarda i vestiti, il cibo e le altre cose della vita, pur manifestando le leggi straordinarie e paradossali del loro modo di vivere. Ognuno risiede nella propria patria, ma come straniero e come di passaggio. Essi compiono tutti i loro doveri di cittadini, e sopportano tutte le incombenze come degli stranieri.

Passano la loro vita sulla terra, ma sono cittadini del cielo. Ubbidiscono alle leggi stabilite, e il loro modo di vivere è più perfetto delle leggi. Essi amano tutti, e tutti li perseguitano. Non sono conosciuti, ma tutti li condannano. Sono disprezzati, e in questo trovano la loro forza. Sono calunniati, e in questo trovano la loro giustificazione. Sono insultati, e benedicono. Sono oltraggiati, e rendono onore.

Quando fanno il bene, sono puniti come malfattori. Quando sono castigati, si rallegrano; quelli che li detestano non sanno spiegare il motivo della loro ostilità. In poche parole, ciò che l’anima è nel corpo, i cristiani lo sono nel mondo. L’anima abita nel corpo, eppure non appartiene al corpo, come i cristiani abitano nel mondo, ma non appartengono al mondo.”

Quei credenti erano dei veri testimoni di Gesù Cristo. La nostra missione non è diversa dalla loro. Come la compiamo noi?

Tutti costoro sono morti nella fede, senza aver ricevuto le cose promesse ma, vedutele da lontano, essi ne furono persuasi e le accolsero con gioia, confessando di essere forestieri e pellegrini sulla terra. (Ebrei 11:13)