Ai giorni nostri, la distinzione tra il bene e il male è sempre più vaga. Sovente si chiama il male bene, e il bene male. Ma Dio distingue il bene dal male e noi dobbiamo fare la stessa distinzione. Questa non è fatta alla luce della coscienza, dell’intelligenza, del cuore o delle leggi del paese in cui si vive.
Un esempio: è cosa molto frequente e anche legalizzata vivere in concubinato; è allora da considerarsi normale? No! Dio non ha mutato lo statuto della sua creazione. Quello che ha previsto per l’uomo e sua moglie è registrato nella Parola, unica guida sicura e invariabile.
Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne. (Genesi 2:24)
Un giorno, uno “specialista” del furto con scasso comparve davanti a un tribunale. Il presidente lo interrogò:
–
Lei non si vergogna di esercitare un mestiere simile?
– Signor presidente, non sarebbe poi un mestiere tanto brutto, se mi lasciassero fare! – rispose l’accusato.
L’Eterno è giusto in mezzo a lei, egli non commette iniquità. Ogni mattino egli porta alla luce la sua giustizia e non viene mai meno, ma il perverso non conosce vergogna. (Sofonia 3:5)
Non è forse questo un carattere degli uomini del giorno d’oggi? Perché?
I savi saranno svergognati, spaventati e catturati. Ecco, hanno rigettato la parola dell’Eterno; quale sapienza possono avere? Perciò darò le loro mogli ad altri e i loro campi a nuovi padroni, perché dal più piccolo al più grande, sono tutti avidi di guadagno; dal profeta al sacerdote, tutti praticano la menzogna. Essi curano alla leggera la ferita della figlia del mio popolo, dicendo: “Pace, pace”, quando non c’è pace. Si vergognavano forse quando compivano abominazioni? No! Non si vergognavano affatto, né sapevano che cosa fosse arrossire. Perciò cadranno fra quelli che cadono; quando li visiterò saranno rovesciati», dice l’Eterno. (Geremia 8:12)
Come dunque si può avere la giusta stima? Chiedendo a Dio, come Salomone quand’era un giovane re, un cuore che capisca ciò che dice Dio e che ubbidisca alle sue parole.
Concedi dunque al tuo servo un cuore intelligente, perché possa amministrare la giustizia per il tuo popolo e discernere il bene dal male. Chi infatti potrebbe amministrare la giustizia per questo tuo popolo così numeroso? (1 Re 3:9)



