Il controveleno più efficace: la preghiera

La piccola squadra di evangelisti, stanca dopo una giornata di cammino, era appena arrivata in un villaggio dell’Indonesia noto per le sue pratiche occulte. In quella localià avevano ricevuto da magniare, ma ognuno si poneva la domanda: E se il cibo fosse avvelentato?

L’atmosfera era pesante, e sembrava di sentire la presenza di forze invisibili, minacciose.

“Gesù ha ordinato di andare a testimoniare e di mangiare tutto quello che ci è offerto, dobbiano dunque avere fiducia”.

Rimanete quindi nella stessa casa, mangiando e bevendo ciò che vi daranno, perché l’operaio è degno della sua ricompensa. Non passate di casa in casa. (Luca 10:7)

Il pasto fu seguito da parecchie preghiere. Ad un tratto un abitante del villaggio venne a dire: “Il vostro cibo è stato avvelenato dal nostro grande stregone. Ha assicurato che, prima del sorgere del sole, sarete tutti morti!”.

I missionari si misero in ginocchio e raddoppiarono le preghiere, perché Dio intervenisse e parlasse a quel popolo legato dalla paura e dalla schiavitù di Satana.

Verso le quattro della mattina, sbucò dall’ombra un uomo tutto agitato. In preda ad un’estrema angoscia si gettò ai piedi dei missionari: “Salvatemi! Salvatemi! Sono io lo stregone e so che se non siete morti voi, al sorgere del sole sarò io che dovrò morire. La cattiva sorte si rivolterà contro di me. Abbiate pietà di me! Ditemi che cosa devo fare per essere salvato“.

La stessa domanda era stata posta a Paolo e a Sila dal guardiano della prigione di Filippi. Ottenne la medesima risposta.

Ed essi dissero: «Credi nel Signore Gesù Cristo, e sarai salvato tu e la casa tua». (Atti 16:31)

Ed ebbe lo stesso risultato: oggi ci sono migliaia di cristiani in quella regione dell’Indonesia.

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