Il vetro risparmiato

Nel corso degli intensi bombardamenti che colpirono Varsavia durante la seconda guerra mondiale, tutti i vetri delle finestre di una libreria cristiana andarono in frantumi.

Tutti, tranne uno: quello che portava la seguente scritta: Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. (Matteo 24:35)

Questa dichiarazione di Gesù, fatta ai suoi discepoli circa venti secoli prima, era così conservata agli sguardi di tutti quelli che passavano davanti a quella libreria devastata.

A chi fino a quel momento, aveva trascurato gli avvertimenti di Dio, quel versetto della Bibbia ricordava l’urgenza di accettare Gesù come suo Salvatore personale, prima che l’eternità si richiudesse su di lui, il che potrebbe avvenire in ogni momento.

A chi aveva già fatto il passo della fede e aveva ricevuto il perdono di Dio e la certezza della vita eterna, quel Dio pieno di sollecitudine ricordava che Lui rimaneva il Dio sovrano, onnipotente, capace di proteggere i suoi figli, come aveva risparmiato quel vetro di finestra.

Ma gli ricordava anche che, se la sua vita terrena fosse giunta al termine, Dio sarebbe rimasto accanto a lui nel passaggio a una vita infinitamente migliore e che, in quanto figlio su, egli poteva appoggiarsi sulle promesse di Dio.

Quand’anche camminassi nella valle dell’ombra della morte, io non temerei alcun male, perché tu sei con me; il tuo bastone e la tua verga mi danno sicurezza. (Salmi 23:4)

In qualunque circostanza della nostra vita, possiamo essere certi che i piani di Dio e le sue promesse si realizzeranno. Egli è degno di tutta la nostra fiducia.

Perciò, come dice lo Spirito Santo: «Oggi, se udite la sua voce, non indurite i vostri cuori come nel giorno della ribellione, come nel giorno della tentazione nel deserto, dove i vostri padri mi tentarono mettendomi alla prova, pur avendo visto le mie opere per quarant’anni! (Ebrei 3:7-9)

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