Il re d’Israele, come li ebbe veduti, disse a Eliseo: «Padre mio, li debbo colpire? li debbo colpire?» Eliseo rispose: «Non li colpire! Colpisci tu forse quelli che fai prigionieri con la tua spada e con il tuo arco? Metti loro davanti del pane e dell’acqua, affinché mangino e bevano, e se ne tornino dal loro signore». (2 Re 6:21-22)
Il profeta Eliseo visse in tempi difficili: Israele era diviso in due stati, idolatria e violenza imperversavano tra guerre e carestie. Gli uomini erano abbrutiti e crudeli, ma Eliseo mostrò misericordia anche vero i terribili Siri. E’ toccante vederlo intercedere per loro presso il re d’Israele. Questo ricorda Gesù, che ebbe tale compassione per i nemici al punto da pregare per quelli che l’avevano inchiodato sulla croce. Al calvario Gesù ha interceduto per tutti noi, nonostante i nostri peccati siano stati la causa della Sua morte.
Anche noi abbiamo agito in questo modo, proprio come i predoni Siri, approfittando delle vulnerabilità altrui. Il Signore avrebbe dovuto colpirci, ma Gesù prega per noi dopo aver subito la nostra condanna! Ti è difficile capire un amore tanto grande?
E’ l’amore di Cristo, che sorpassa ogni conoscenza. Realizzarlo significa anche imitarlo, intercedendo per i nostri nemici, per coloro che ci perseguitano. Prega per gli altri mettendo l’amore di Dio fra te e la malvagità degli uomini; non colpire quelli che hanno cercato di ferirti, ma prega che Dio tocchi i loro cuori, affinché possano ricevere il dono della comunione con Lui. Non te ne pentirai, e sarai benedetto.




