La conversione, un’inversione di marcia

E durante il viaggio, mentre si avvicinava a Damasco, avvenne che, all’improvviso, sfolgorò intorno a lui una luce dal cielo e, caduto in terra, udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?» Egli domandò: «Chi sei, Signore?» E il Signore: «Io sono Gesù, che tu perseguiti. (Atti 9:3-5)

Saulo da Tarso è vissuto nel primo secolo dopo Cristo. Era una persona colta, ma non si accontentava della sua vasta conoscenza degli scritti della religione giudaica; era un uomo d’azione, un “militante”.

Per servire Dio, oltre ad osservare fedelmente le regole della sua religione, pensava di dover perseguitare i cristiani. Ma un giorno, mentre era in viaggio per Damasco, Gesù l’ha chiamato e la sua vita è stata sconvolta. Non solo si è reso conto che stava opponendosi a Dio, ma soprattutto ha capito che quel Gesù che egli disprezzava e combatteva era il Messia, il Figlio di Dio risuscitato. Allora ha fatto un’inversione di marcia, e si è convertito al Signore. Lo chiameranno Paolo, l’apostolo Paolo.

Anzi, a dire il vero, ritengo che ogni cosa sia un danno di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù, mio Signore, per il quale ho rinunciato a tutto; io considero queste cose come tanta spazzatura al fine di guadagnare Cristo e di essere trovato in lui non con una giustizia mia, derivante dalla legge, ma con quella che si ha mediante la fede in Cristo: la giustizia che viene da Dio, basata sulla fede. (Filippesi 3:8-9)

Da allora, come scrive nella Lettera ai Filippesi, ha rinunciato a tutti i vantaggi che prima erano importanti per lui e li ha considerati “un danno, di fronte all’eccellenza della conoscenza di Cristo Gesù”.

Nel corso dei secoli, milioni di uomini e donne hanno creduto al Signore Gesù per ricevere il perdono di Dio e una nuova vita spirituale. Benché non sia sempre spettacolare come quella dell’apostolo Paolo, la conversione è un avvenimento di capitale importanza per l’essere umano. E’ un cambiamento completo di pensieri, d’interessi e di comportamento. Una vera conversione non si accontenta di parole, ma è un profondo rinnovamento dell’intero essere.

Hai fatto questo passo anche tu?

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