La cortina di separazione

Metterai il velo sotto i fermagli; e lì, di là dal velo, introdurrai l’arca della testimonianza; quel velo sarà per voi la separazione del luogo santo dal santissimo. (Esodo 26:33)

Nel Tempio esisteva una netta separazione tra il luogo santissimo e tutto il resto. Qui poteva entrarvi soltanto il sommo sacerdote e solo una volta ll’anno. Il sommo sacerdote era il più alto dignitario religioso rappresentante della nazione dinanzi all’Eterno.

La sua funzione più importante era quella di compiere, una volta all’anno, l’espiazione di tutti i peccati del popolo. Portando il sangue dell’espiazione, protetto dalla nuvola del profumo intorno a Lui, egli entrava da solo oltre il velo, dinanzi al propiziatorio. Egli faceva l’espiazione per se stesso, per la sua casa, il santuario e l’intero popolo. Poi confessava sulla testa del capro espiatorio tutte le iniquità d’Israele e l’animale, cacciato nel deserto, le portava lontano dalla faccia dell’Eterno.

Nel luogo santissimo veniva conservata l’Arca del Patto. Essa era una cassa di legno d’acacia ricoperta d’oro che conteneva prima di tutto le Tavole della Legge, poi un vaso di manna e la verga di Aronne che era fiorita. Il coperchio dell’Arca si chiamava propiziatorio. Questo luogo era l’unico luogo di incotro tra Dio e gli uomini prima del grande sacrficio di Cristo.

Ed ecco, la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si schiantarono, le tombe s’aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono; e, usciti dai sepolcri, dopo la risurrezione di lui, entrarono nella città santa e apparvero a molti. (Matteo 27:51-53)

La morte di Gesù segna una svolta drastica tra tutto ciò che era stato e quello che doveva essere il futuro. Fino ad allora gli uomini non potevano presentarsi direttamente a Dio, ma solo attraverso il sommo sacerdote, quale unico mediatore. Nel momento in cui Gesù, in croce, emette il suo ultimo respiro la cortina, il velo che separa Dio e gli uomini, si squarcia dall’alto in basso: era l’immagine del corpo dilaniato di Cristo, attraverso il quale noi abbiamo libero accesso nel luogo santissimo, alla presenza immediata di Dio.

Avendo dunque, fratelli, libertà di entrare nel luogo santissimo per mezzo del sangue di Gesù, per quella via nuova e vivente che egli ha inaugurata per noi attraverso la cortina, vale a dire la sua carne, e avendo noi un grande sacerdote sopra la casa di Dio, avviciniamoci con cuore sincero e con piena certezza di fede, avendo i cuori aspersi di quell’aspersione che li purifica da una cattiva coscienza e il corpo lavato con acqua pura. (Ebrei 10:19-22)

Gesù ha rotto anche quest’ultimo impedimento. Non c’è più bisogno del sommo sacerdote per espiare i peccati. Gesù è divenuto peccato per ciascuno di noi, espiandoli definitivamente.

Non vi è più nessuna cortina di separazione. Gesù è divenuto il nostro grande e santo Mediatore. Possiamo presentarci così come siamo davanti a Dio, con le nostre mancanze e i nostri difetti, ma con un cuore sinceramente teso a fare la volontà del Padre. Gesù entrato al di là del velo, nel cielo stesso, col suo Sangue intercede ora in nostro favore davanti al Padre. Di là tornerà ben presto per portarci la benedizione eterna.

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