Rallègrati pure, o giovane, durante la tua adolescenza, e gioisca pure il tuo cuore durante i giorni della tua giovinezza; cammina pure nelle vie dove ti conduce il cuore e seguendo gli sguardi dei tuoi occhi; ma sappi che, per tutte queste cose, Dio ti chiamerà in giudizio! (Ecclesiaste 12:1)
Come tutti gli esseri umani, Salomone, autore di questo versetto, ha ricercato la felicità sulla terra, “sotto il sole”. Egli l’ha perseguita in tutti i campi dove si esplica l’attività umana, ma non l’ha trovata nonostante la possibilità che egli aveva di offrirsi tutto ciò che desiderava.
Perchè? – Perché l’uomo è una creatura e non un frutto del caso. Dio lo ha creato per Lui. Finché l’essere umano vive senza riferimento al suo Creatore e i suoi pensieri non hanno altro per centro che se stesso, è in completa dissonanza con il destino che gli è stato fissato dall’Autore dell’universo.
Persegue la felicità, ma non incontra altro che frustrazione, poiché appena ha raggiunto uno degli scopi che si è prefissato, ne constata la vanità e deve fissarsene un altro.
Ognuno cerca di raggiungere la sicurezza materiale ma, non appena crede di averla raggiunta, il timore della morte gli impedisce di approfittarne.
A noi, suoi figli, Dio ha dato Gesù Cristo: la sua vita, la sua pace, la sua gioia sono nostre. Ciò che Dio dà, lo dà in maniera perfetta e per sempre.
Egli ci propone di apprezzare i suoi doni ogni giorno di più, e così saremo di esempio a coloro che ci attorniano. Essi dovrebbero accorgersi che la sorgente della nostra gioia non è nel come riusciamo negli affari, o nelle condizioni di vita che auspicavamo e si sono realizzate, ma per il fatto che frequentiamo e conosciamo una persona molto speciale: il Signore Gesù Cristo.




