Quando verrai porta il mantello che ho lasciato a Troas da Carpo, e i libri, specialmente le pergamene. (2 Timoteo 4:13)
L’apostolo Paolo ha “investigato le Scritture” fino alla fine della sua vita. Aveva predicato per circa tredici anni, e ancora aveva bisogno che gli portassero i libri. Era stato innalzato fino al terzo cielo e aveva sentito cose che non possono essere descritte, eppure desiderava ancora leggere cose relative alla Parola di Dio.
Aveva scritto tante lettere, che costituiscono la maggior parte del Nuovo Testamento, ma continuava ad avere bisogno di libri. Era in prigione e non poteva predicare, ma poteva sempre leggere.
Purtroppo, ai giorni nostri, ci sono molti che non hanno ambizioni. Non hanno sete di conoscenza e non desiderano progredire. Che tristezza! Per colpa della televisione, dei video e di internet, molti, anche credenti, non leggono quasi più. La lettura li stanca.
Un libro che dev’essere letto è la Bibbia. Non lo si può guardare come un video, ma il suo contenuto è molto più accattivante di qualsiasi film.
La Bibbia parla dell’inizio e della fine del mondo. Il contenuto centrale del libro è drammatico: il Figlio di Dio, a cui appartiene questo mondo e l’universo intero, è stato crocifisso dalle sue creature! Ma quel Cristo che è morto per salvare gli uomini è anche risuscitato, ed ora vive nella gloria del cielo.
La Bibbia ci permette pure di guardare al futuro, e ci dice che il Signore ritornerà in potenza e con gloria per giudicare colore che non hanno creduto in lui.
Non dimentichiamo su uno scaffale la Bibbia che forse avevamo iniziato a leggere, leggiamola anche oggi: è il libro di Dio!



