La pazienza

Considerate una grande gioia, fratelli miei, quando vi trovate di fronte a prove di vario genere, sapendo che la prova della vostra fede produce costanza. E la costanza compia in voi un’opera perfetta, affinché siate perfetti e completi, in nulla mancanti. (Giacomo 1:2-4)

Nel linguaggio corrente, la parola pazienza è impiegata per esprimere la capacità di qualcuno ad attendere: in una lunga coda di vetture incolonnate, alla cassa dei supermercati o il congiunto perennemente in ritardo!

In questi versetti la pazienza designa la capacità che il credente può acquistare attraversando momenti difficili senza perdere la testa né scoraggiarsi. Praticata in modo cristiano, questa capacità diventa una virtù che non ha nulla a che vedere col fatalismo o la rassegnazione di fronte ad avvenimenti che non possiamo modificare.

Il credente sa che la prova non giunge per caso, che è permessa da Dio per uno scopo ben preciso e che non supera i nostri limiti di sopportazione.

Il crogiolo è per l’argento e la fornace per l’oro, ma chi prova i cuori è l’Eterno. (Proverbi 17:3)

Voi non avete ancora resistito fino al sangue, combattendo contro il peccato, e avete dimenticato l’esortazione che si rivolge a voi come a figli: «Figlio mio, non disprezzare la correzione del Signore e non perderti d’animo quando sei da lui ripreso, perché il Signore corregge chi ama e flagella ogni figlio che gradisce». Se voi sostenete la correzione, Dio vi tratta come figli; qual è infatti il figlio che il padre non corregga? Ma se rimanete senza correzione, di cui tutti hanno avuta la parte loro, allora siete dei bastardi e non dei figli. Inoltre ben abbiamo avuto per correttori i nostri padri secondo la carne e li abbiamo rispettati; non ci sottometteremo molto di più ora al Padre degli spiriti, per vivere? Costoro infatti ci corressero per pochi giorni, come sembrava loro bene, ma egli ci corregge per il nostro bene affinché siamo partecipi della sua santità. Ogni correzione infatti, sul momento, non sembra essere motivo di gioia, ma di tristezza; dopo però rende un pacifico frutto di giustizia a quelli che sono stati esercitati per mezzo suo. (Ebrei 12:4-11)

Nessuna tentazione vi ha finora colti se non umana; or Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d’uscita, affinché la possiate sostenere. (1 Corinzi 10:13)

Si può dunque dire che per il credente la pazienza è la fiducia pratica in Dio, la certezza di essere amati da un Padre onnipotente e perfettamente saggio, e per conseguenza l’accettazione senza mormori dei problemi che si presentano nel corso della vita. Non è obbligatoriamente nel primo giorno di prova che si è in grado di raggiungere questa serenità.

Si comprende tuttavia che la prova costituisce un mezzo di formazione tra le mani di Dio per far progredire i Suoi figli nella conoscenza di ciò che Egli è in amore, in saggezza e in potenza.

Giustificati dunque per fede, abbiamo pace con Dio per mezzo di Gesù Cristo, nostro Signore, mediante il quale abbiamo anche avuto, per la fede, l’accesso a questa grazia nella quale stiamo fermi; e ci gloriamo nella speranza della gloria di Dio; non solo, ma ci gloriamo anche nelle afflizioni, sapendo che l’afflizione produce pazienza, la pazienza esperienza, e l’esperienza speranza. (Romani 5:1-4)

Facebooktwitterlinkedintumblr

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *