Tuttavia, o SIGNORE, Dio mio, abbi riguardo alla preghiera del tuo servo e alla sua supplica, ascolta il grido e la preghiera che oggi il tuo servo ti rivolge. (1 Re 8:28)
Pregare è comunicare con Dio. Il Creatore e sovrano del mondo, non è un essere impersonale, ma un Dio disposto ad ascoltare gli uomini. La preghiera e l’esaudimento sono inclusi nel suo piano, sin dagli inizi della creazione. La preghiera è innata nel cuore umano: nell’angustia lui grida a Dio, che non respinge nessuno, ma accoglie specialmente le richieste pronunciate da un cuore che vive con rettitudine.
La preghiera del malvagio è in abominio all’Eterno. Solo quelli che hanno smesso di praticare il peccato hanno il diritto di avvicinarsi a Dio nella preghiera. L’atteggiamento di ribellione nei confronti dell’autorità divina deve cessare, si deve implorare il perdono. La preghiera comprende l’adorazione, il ringraziamento, la confessione, le richieste. Così ha pregato il popolo di Dio attraverso i tempi. La preghiera è dunque l’effusione del cuore davanti al suo Creatore, il quale risponde con le benedizioni.
L’Eterno ascolta ogni preghiera sincera; ha compassione di tutte le sue creature. Consapevoli che soltanto Dio conosce le ultime conseguenze, buone o cattive, di un esaudimento, il credente accetta la Sua risposta.
Quando peccheranno contro di te, infatti non c’è uomo che non pecchi, e tu, sdegnato contro di loro, li avrai abbandonati in balia del nemico che li deporterà in un paese lontano o vicino, se, nel paese dove saranno schiavi, rientrano in se stessi, se tornano a te e rivolgono suppliche nel paese della loro schiavitù, e dicono: “Abbiamo peccato, abbiamo agito empiamente, siamo stati malvagi”, se tornano a te con tutto il loro cuore e con tutta la loro anima nel paese della loro prigionia dove sono stati condotti schiavi, e ti pregano, rivolti al loro paese, il paese che tu desti ai loro padri, alla città che tu hai scelta, e alla casa che ho costruita al tuo nome, esaudisci dal cielo, dal luogo della tua dimora, la loro preghiera e le loro suppliche, e fa’ loro ottenere giustizia; perdona al tuo popolo che ha peccato contro di te. (2 Cronache 6:36-39)
Essere esauditi è l’unico desiderio che abbiamo in risposta alle nostre preghiere, invece essere respinti risulta spesso una migliore benedizione. Chi prega nella maniera giusta si affida completamente alla saggezza del Suo Maestro. La preghiera deve essere pronunciata nel nome di Cristo, senza di cui nessuno trova accesso presso il Signore. La preghiera s’indirizza al Dio tre volte santo: Padre, Figlio, Spirito Santo.
La preghiera è offerta a Dio per lo Spirito Santo il quale sa cosa occorre alla nostra vita per essere nella volontà divina. La preghiera che Egli forma in noi sarà sicuramente esaudita, a condizione, tuttavia, che nulla nei nostri pensieri e nella nostra condotta, faccia ostacolo alle nostre preghiere.
Non vi è un particolare atteggiamento che si deve tenere durante la preghiera, inginocchiarsi, però, come già era in uso presso gli ebrei, dimostra una grande devozione. Gli ebrei, sia che stavano in piedi sia che si inginocchiavano, erano soliti tenere le mani tese verso Dio. In segno d’umiliazione si pregava a volte anche prosternandosi col volto a terra.
Qualsiasi modo tu voglia adottare, è importante che tu preghi rivolgendoti a Dio con un cuore semplice ed umile facendo ogni richiesta nel nome di Gesù.
In quei giorni egli andò sul monte a pregare, e passò la notte pregando Dio. Quando fu giorno, chiamò a sé i suoi discepoli e ne scelse dodici, ai quali diede anche il nome di apostoli: Simone, che chiamò anche Pietro, e suo fratello Andrea; Giacomo e Giovanni; Filippo e Bartolomeo; Matteo e Tommaso; Giacomo, figlio d’Alfeo, e Simone, chiamato Zelota; Giuda, figlio di Giacomo, e Giuda Iscariota, che divenne traditore. (Luca 6:12-16)
Se esistesse un uomo che avrebbe potuto far a meno di pregare era proprio Gesù, che pur essendo uomo era anche Dio. Eppure nessuno ha trascorso tanto tempo in preghiera come Lui: sentiva la necessità costante di parlare con Suo Padre, prima di prendere delle decisioni importanti.
Nel caso di questo versetto, Egli doveva scegliere 12 uomini, che dovevano diventare suoi discepoli e poi apostoli del Vangelo. Gesù pregava molto e questa è una lezione per noi. Egli ci ha dato l’esempio perché potessimo camminare seguendo le Sue orme.
Pregare nell’ora del silenzio, la sera o la mattina presto, era sua abitudine, perché poteva farlo in tranquillità, lontano dalla folla che lo pressava, lontano dai sui molti impegni giornalieri. Era molto perseverante perché il Vangelo dice che “passò la notte pregando Dio”. Sicuramente quella notte non dormì, ma cerò di ottenere consigli dal Padre nelle scelte che doveva fare.
Non dovremmo anche noi imparare da Gesù a rifugiarci nella preghiera, in modo particolare quando dobbiamo affrontare una prova difficile o quando prevediamo che l’indomani ci aspetta una giornata turbinosa? Qualcuna ha detto che la preghiera è il sospiro dell’anima, la linfa della fede!




