La prova della fede di Abramo

Poiché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. (Giovanni 3:16)

E’ sempre con emozione leggere queste parole della Bibbia:

Dopo queste cose DIO mise alla prova Abrahamo e gli disse: «Abrahamo!». Egli rispose: «Eccomi». E DIO disse: «Prendi ora tuo figlio, il tuo unico figlio, colui che tu ami, Isacco, va’ nel paese di Moriah e là offrilo in olocausto sopra uno dei monti che io ti dirò». (Genesi 22:1-2)

Queste parole giustificano forse il sacrificio di esseri umani? Assolutamente no, poiché tutta la Bibbia lo condanna fermamente. Nel caso di Abramo, poi, Dio gli disse al momento giusto:  «Non stendere la tua mano contro il ragazzo e non gli fare alcun male; ora infatti so che tu temi Dio, poiché non mi hai rifiutato tuo figlio, l’unico tuo figlio». (Genesi 22:12)

Allora, qual è il significato di quell’avvenimento? Fu una prova per la fede di Abramo, e anche un’immagine sorprendente del sacrificio di Cristo. Chi è il Figlio unico, colui che il Padre ama, se non il Signore Gesù? Lui è stato il sacrificio, lui è “l’Agnello di Dio”.

Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse: «Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! (Giovanni 1:29)

L’ubbidienza di Isacco ricorda quella di Gesù.

E disse: «Abba, Padre, ogni cosa ti è possibile; allontana da me questo calice! Però non ciò che io voglio, ma ciò che tu vuoi». (Marco 14:36)

Ma a differenza di Isacco che si è semplicemente sottomesso, Gesù si è presentato volontariamente a Dio.

Perciò, entrando nel mondo, egli dice: «Tu non hai voluto né sacrificio né offerta, ma mi hai preparato un corpo; tu non hai gradito né olocausti né sacrifici per il peccato. Allora io ho detto: “Ecco, io vengo; nel rotolo del libro è scritto di me; io vengo per fare, o Dio, la tua volontà”». Dopo aver detto: «Tu non hai voluto e non hai gradito né sacrificio né offerta né olocausti né sacrifici per il peccato, che sono offerti secondo la legge», egli aggiunge: «Ecco, io vengo per fare, o Dio, la tua volontà». Egli toglie il primo, per stabilire il secondo. (Ebrei 10:5-9)

A differenza di Isacco che non sapeva ciò che suo padre stava per fare, ci è detto del Signore:

Gesù allora, conoscendo tutto quello che gli stava per accadere, uscì e chiese loro: «Chi cercate?. (Giovanni 18:4)

In contrasto con il grido dell’angelo che fermò la mano di Abramo, nessuna voce si fece udire per interrompere il giudizio che doveva colpire il Figlio di Dio.

Isacco è come se fosse risuscitato; ma Cristo è risuscitato realmente, e noi siamo al beneficio della sua risurrezione.

Certamente colui che non ha risparmiato il suo proprio Figlio, ma lo ha dato per tutti noi, come non ci donerà anche tutte le cose con lui? (Romani 8:32)

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