La realtà invisibile

Gesù gli disse: «Perché mi hai visto, Tommaso, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e hanno creduto». (Giovanni 20:29)

Due uomini discutono e camminano insieme lungo una strada molto commerciale. Gianni trova che il mondo “è sbagliato” e si pone delle domande sul senso della vita.

Un po’ a disagio, il suo amico Felice cerca di cambiare discorso. Ma Gianni insiste:

“Evidentemente è più facile chiudere gli occhi!” – Non serve a niente riflettere su ciò che non si vede! – è la risposta.

Allora Gianni gli parla dell’aldilà. Felice replica: – Da dove deduci che dopo la morte si risuscita? – E’ inevitabile, altrimenti che cosa sarebbe la vita? – Ah… molto scientifica la tua spiegazione!

Questo dialogo, tratto da un fumetto apparso su una rivista, colpisce per la sua conclusione. Essa induce a pensare che, per essere giusta, una spiegazione debba essere scientifica.

Ciò è falso, e molti lo sanno, ma i mezzi di comunicazione diffondono l’idea che soltanto la scienza è degna di fiducia.

Tuttavia, la scienza dà spesso una visione molto parziale della realtà, perciò può essere ingannatrice. Limitandosi a ciò che l’uomo percepisce direttamente o grazie ai suoi strumenti, spesso gli scienziati escludono Dio dai loro ragionamenti e disconoscono il mondo spirituale; non possono rispondere agli interrogativi sul significato dell’esistenza.

Or la fede è certezza di cose che si sperano, dimostrazione di cose che non si vedono; infatti per mezzo di essa gli antichi ricevettero testimonianza. (Ebrei 11:1-2)

La fede non si ferma a ciò che si vede, ma risale a colui che è la sorgente di tutto. Essa ascolta Dio e crede alla sua Parola che ci fa conoscere molte cose che non si vedono.

Chi riceve Gesù come proprio Salvatore entra in una relazione completamente nuova con Dio, nella sfera del suo amore, della vita eterna. Rispettiamo pure le spiegazioni scientifiche, ma prima di tutto diamo fiducia a Dio, nostro Creatore e nostro Salvatore.

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