Allora Caino si allontanò dalla presenza dell’Eterno e dimorò nel paese di Nod, ad est di Eden. (Genesi 4:16)
Il capitolo 4 della Genesi è molto triste. E’ la storia di Caino. Geloso del fratello Abele che Dio gradiva, sordo alla voce di Dio che gli indicava il modo per essere gradito anche lui, Caino s’era chiuso nel proprio odio e aveva ucciso Abele.
In seguito abbandona Dio. Nel resto della sua vita, ha fatto tutto il possibile per abbellire il mondo. Ha costruito una città, i suoi discendenti hanno inventato l’industria e le arti. Si potevano allora sentire i suoni gradevoli dell’arpa e del flauto. Ma questo non cancellava l’uccisione di Abele.
Anche oggi la musica e i divertimenti si sviluppano su larga scala, ma non possono nascondere il fatto che l’uomo ha dimenticato Dio; anche nei nostri paesi che si definiscono cristiani, ci si distoglie dal vero bene e, di conseguenza, il male progredisce.
Si inventano continuamente nuovi prodotti, nuovi gadget, senza le quali la vita sembra insopportabile. Non si ha più tempo per cercare Dio, si cerca piuttosto di dimenticarlo.
Questa è la via di Caino. Via larga, nella quale si accalcano tante persone! Ma dove conduce questa via? Alla perdizione eterna, lontano da Dio.
Guai a loro, perché si sono incamminati per la via di Caino e per lucro si sono buttati nella perversione di Balaam e sono periti nella ribellione di Kore. (Giuda 11)
Non facciamo come Caino! Ascoltiamo piuttosto quello che dice Dio. Leggiamo la Bibbia. Scopriremo allora che Dio ci ama e che ha dato il suo unico Figlio per la nostra salvezza, affinché viviamo per lui una vita che vale la pena vivere.
Ora possiamo conoscere Dio, il Dio beato, ricevere la pace che dà e godere la gioia di essere amati da lui.



