L’uomo moderno ha preso l’abitudine di chiudere gli occhi su tutto ciò che andrebbe ripreso, salvo che ne sia danneggiato lui personalmente. Questo gli consente di fare quasi tutto ciò che vuole. Molti genitori rinunciano a correggere i figli, e certi insegnanti non hanno più l’abitudine di punire gli allievi disubbidienti.
Questa tendenza a tollerare il male e a considerarlo con estrema indulgenza e apprezzato da alcuni come una manifestazione di una lodevole larghezza di vedute. Forse sperano che Dio userà la stessa benevolenza nei loro confronti! Ma si sbagliano; infatti Dio, che è santo, non sarebbe fedele a se stesso se non punisse il male.
E l’Eterno passò davanti a lui e gridò: «L’Eterno, l’Eterno Dio, misericordioso e pietoso, lento all’ira, ricco in benignità e fedeltà, che usa misericordia a migliaia, che perdona l’iniquità, la trasgressione e il peccato ma non lascia il colpevole impunito, e che visita l’iniquità dei padri sui figli e sui figli dei figli fino alla terza e alla quarta generazione». (Esodo 34:6-7)
Allora, come può Dio conciliare la sua giustizia assoluta con la sua volontà di perdonare i colpevoli, quali tutti noi siamo per natura? Dio ha potuto farlo perché ha trovato un sostituto, uno che ha preso il nostro posto e che ha subito il castigo che noi avevamo meritato. Questo sostituto, Dio stesso lo ha dato: è il suo proprio Figlio.
Noi tutti come pecore eravamo erranti, ognuno di noi seguiva la propria via, e l’Eterno ha fatto ricadere su di lui l’iniquità di noi tutti. (Isaia 53:6)
Così Dio non è passato alla leggera sui nostri peccati ma li ha imputati al suo Figlio Gesù Cristo, come se li avesse commessi lui. Egli, l’unico giusto, ne ha subito il castigo al nostro posto. Ormai la giustizia di Dio è soddisfatta e Dio può perdonare quelli che credono in quel Salvatore e dare loro una pace perfetta.




