Guardate di non rifiutare colui che parla, perché se non scamparono quelli che rifiutarono di ascoltare colui che promulgava gli oracoli sulla terra, quanto meno scamperemo noi, se rifiutiamo di ascoltare colui che parla dal cielo, la cui voce scosse allora la terra, ma che ora ha fatto questa promessa, dicendo: «Ancora una volta io scuoterò non solo la terra, ma anche il cielo». (Ebrei 12:25-26)
Il “Titanic” sembrava costruito per essere una sfida a Dio. Si diceva che poteva affrontare il mare più scatenato, che era inaffondabile. Era lungo 268 metri e le sue 29 caldaie gli assicuravano una velocità di 40 chilometri l’ora. La traversata dell’Atlantico sarebbe stata una festa per i suoi 1300 passeggeri, serviti da oltre 800 membri d’equipaggio. Non si sarebbe smesso di cantare e danzare.
Si era pensato a tutto, eccetto che all’onore di Dio, padrone dell’Universo.
Il capitano era stato avvisato che si sarebbero incontrati degli iceberg sulla rotta, ma, sicuro di sé e della sua nave, non tenne conto di quegli avvertimenti. Quanto l’iceberg fu avvistato, la manovra disperata compiuta per evitarlo non fece altro che spingere la fiancata destra del transatlantico a sfregare conto l’iceberg e si aprì un grosso squarcio!
Persuaso che la nave non potesse affondare, il capitano tardò a dare l’ordine di evacuazione. Molti passeggeri non volevano abbandonare lo sfarzo dei saloni, e quando l’ordine fu dato, non ci furono più né lo spazio né il tempo necessari per l’evacuazione di tutti i passeggeri e dell’equipaggio.
Quella notte del 14 aprile 1923 perirono più di 1500 persone.
Noi dunque facciamo da ambasciatori per Cristo, come se Dio esortasse per mezzo nostro; e noi vi esortiamo per amore di Cristo: Siate riconciliati con Dio. (2 Corinzi 5:20)
Anche oggi Dio avverte gli uomini che il giudizio è pronunciato su tutti coloro che rifiutano la salvezza che Egli offre. Non tardiamo a riconoscere la nostra colpevolezza davanti a Dio, crediamo al suo perdono! Il sacrificio di Gesù Cristo ha cancellato i peccati di tutti coloro che confidano in Lui.
Infatti io non mi vergogno dell’Evangelo di Cristo, perché esso è la potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco. (Romani 1:16)



