Mai soli

Abraamo prese la legna per l’olocausto e la mise addosso a Isacco suo figlio, prese in mano il fuoco e il coltello, poi proseguirono tutti e due insieme. (Genesi 22:6)

Un bel giorno, Dio chiama Abramo e gli chiede di offrirgli in sacrificio la vita di Isacco, il figlio che aveva atteso con Sara fino a cento anni.

Abramo si mette in viaggio. Arriva al monte designato e, “insieme al ragazzo”, comincia a salire. Nell’attimo in cui Abramo alza il coltello per sferrare il fendente mortale, l’Angelo dell’Eterno lo chiama dal cielo intimandogli di fermarsi. Ora Dio sa che egli lo ama e che era pronto ad offrirgli anche la parte più preziosa della sua fuggevole esistenza.

Secoli dopo, nel medesimo copione, una scena corrisponde a quanto verificatosi migliaia di anni prima. C’è l’olocausto, c’è la legna e c’è l’altare, ossia la croce. Ma nel momento cruciale, proprio quando Gesù ne ha più bisogno, il Padre lascia da solo il Suo Unigenito. Dalla croce Gesù esclama: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?” (Marco 15:34)

Perché un simile gesto? Perché Abramo è rimasto con Isacco e Dio no? Su quello croce Gesù espiava i peccati dell’intera umanità. Egli subì il giudizio che meritavano i nostri peccati, per questo il Padre lo abbandonò nelle ore in cui si fecero tenebre su tutta la terra.

M.A.

Facebooktwitterlinkedintumblr

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *