Prendete, fratelli, come modello di sopportazione e di pazienza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore. (Giacomo 5:10)
I profeti sono esempi particolari della fede che il credente dovrebbe mostrare in ogni tempo. La loro storia, il loro parlare, il loro agire dovrebbe incoraggiarci ad imparare ad essere buoni cristiani. I profeti della Bibbia sono tanti, ma oggi parliamo di un uomo in particolare, probabilmente uno dei maggiori profeti della storia: Isaia.
Dalle Scritture intendiamo che egli aveva un carattere umile e compassionevole, che era sposato ed aveva almento due fugli. Dunque un uomo come tanti, sembrerebbe, ma non è così. Egli fu chiamato da Dio a profetizzare nel 758 a.C. circa e rimase fedele alla Sua chiamata nonostante le avversità.
Il suo non fu un compito facile, perché spinto dallo Spirito egli denunciò le infedeltà del suo popolo. Egli dichiarò che esse erano la causa prima delle sventure che si abbatterono sul regno. Rimproverò al suo popolo la superstizione, il formalismo, l’idolatria, la crudeltà e l’immoralità. Tuttavia, mai il suo messaggio smise di far udire note di speranza.
Predisse al suo popolo la cattività e le lunghe sofferenze che doveva patire, ma annunziò anche il ritorno dall’esilio e la sua liberazione. Precisò finanche il nome del suo liberatore e ciò quasi due secoli prima della sua nascita, nella persona di Ciro.
Il parlare di isaia va ben oltre questo. Egli, infatti, predice i tempi messianici, la nascità di Gesù, la Sua opera sulla terra. la Sua sofferenza e la Sua espiazione e ci dà delle informazioni sui tratti fisici di Gesù stesso. Il messaggio di Isaia supera il quadro della storia e della salvezza spirituale di Israele e delle nazioni. Esso descrive l’epoca messianica, cioè il Regno di Dio sulla terra e narra il secondo avvento di Cristo.
Tutta questa visione permette di chiamare Isaia il quinto evangelista. L’unità del suo libro è sorprendente! Profetizza avvenimenti distanti secoli tra loro attraverso un unico filo conduttore, la fede nel Dio della salvezza. Egli ha scritto per quasi sessant’anni restando fedele alle rivelazioni divine. Ha annunciato con coraggio quanto il Signore gli ordinava.
Era, però, una figura scomoda per molti. Quel suo accusare e mettere in luce le infedeltà degli uomini e il richiamo continuo al ravvedimento era insopportabile per i cuori ribelli. Così egli morì da martire, fu messo a morte. Che esempio di fede!
Anche noi dovremmo avere il coraggio di denunciare le infedeltà nei confronti di Dio, tanto più che viviamo liberi da persecuzione! Adottiamo questi modelli di fede e dimoriamo sempre vicini al Signore!




