Non rifiutare la grazia di Dio

Perciò l’Eterno aspetterà per farvi grazia, poi egli sarà esaltato per aver avuto compassione di voi, perché l’Eterno è un DIO di giustizia. Beati tutti quelli che sperano in lui! (Isaia 30:18)

Grazia vuol dire l’amore di Dio quale manifesta nella sua gratuita benevolenza verso gli uomini, considerati come peccatori e come immeritevoli di qualsiasi suo favore.

Ne viene che nel Nuovo Testamento, il quale rivelò il piano per cui questa grazia ci viene comunicata, è detto:

Ma io non ne tengo alcun conto e la mia propria vita non mi è cara, pur di terminare con gioia il mio corso e il ministero che ho ricevuto dal Signore Gesù, che è di testimoniare pienamente l’Evangelo della grazia di Dio. (Atti 20:24)

Le epistole apostoliche cominciano con il saluto “Grazia e pace sia con voi”. Una grazia non ha valore se non è accettata dall’individuo al quale è destinata.

Sovente accade che nonostante si vuole fare grazia ad una persona colpevole essa rifiuta. Così avvenne al popolo di Israele e così avviene oggi di fronte all’esigenza della giustizia divina.

Poiché così dice il Signore, l’Eterno, il Santo d’Israele: «Nel tornare a me e nel riposare in me sarete salvati; nella calma e nella fiducia sarà la vostra forza». Ma voi non avete voluto, anzi avete detto: “No, noi fuggiremo sui nostri cavalli!”. Perciò voi fuggirete. E: “Cavalcheremo su veloci destrieri!”. Perciò quelli che v’inseguiranno saranno ancora più veloci. (Isaia 30:15-16)

Non ci rendiamo conto che anche in questo rientra la volontà di Dio; non solo rifiutiamo di osservare i suoi insegnamenti, ma le respingiamo anche quando Egli vuol perdonare e ci vuole fare grazia.

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