Non rimaniamo sulla soglia!

Il SIGNORE disse a Noè: «Entra nell’arca tu con tutta la tua famiglia, perché ho visto che sei giusto davanti a me, in questa generazione. (Genesi 7:1)

Possiamo immaginare che sfida fosse per Noé costruire l’arca, una specie di piroscafo lungo circa 140 metri, 2500 anni prima di Cristo, con i mezzi dell’epoca …

Poiché Noé si era lanciato in quella colossare impresa, dall’oscura utilità per i suoi contemporanei che, molto probabilmente, non gli risparmiarono espressioni beffarde e sprezzanti.

Perché glielo aveva ordinato Dio?

Noè credette a Dio e gli ubbidì. E Dio fece quello che aveva annunciato: dopo che Noé e la sua famiglia furono entrati nell’arca, Dio stesso chiuse la porta, le pioggie del diluvio si riversarono sulla terra per 40 giorni, distruggendo ogni vita fuori dall’arca.

Poi il Signore serrò l’Arca sopra esso. (Genesi 7:16)

Questa storia biblica ben conosciuto ci fa pesare alla salvezza per fede in Gesù Cristo. Oggi la salvezza dell’anima è offerta a tutti. Forse siamo ancora sulla soglia di questa porta della salvezza; forse siamo quasi decisi a fare il passo, a porre in lui la nostra fiducia, ma vogliamo ancora rifletterci.

Pensiamo che non vi sia urgenza; e poi non è facile affrontare l’incomprensione, se non gli scherni, ci chi ci riconda. Allora domani, forse …

Attenzione! Rimandere sulla soglia della porta significa essere pronti, ma essere ancora fuori; fuori della grazia di Dio, di quel Dio che ha ancora pazienza, che vuole che tutti gli uomini siano salvati rispondendo al suo richiamo insistente.

Un giorno il tempo della grazia terminerà, e allora sarà troppo tardi per tutti quelli che non avranno fatto il passo decisivo del pentimento e della fede in Gesù Cristo.

Io son la porta; se alcuno entra per me, sarà salvato, ed entrerà, ed uscirà, e troverà pastura. (Giovanni 10:9)

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