Non sono stato io

Anche se fossi giusto, il mio stesso parlare mi condannerebbe; anche se fossi integro, egli proverebbe che sono perverso. (Giobbe 9:20)

Tutti abbiamo commesso uno sbaglio nella vita, e quasi tutti siamo stati accusati di qualcosa che non abbiamo fatto. E’ davvero difficile convincere chi ci accusa del contrario, e tiriamo fuori gli artigli pur di non pagarne le conseguenze, vero?

Quando paghiamo le conseguenze di uno sbaglio, le stiamo pagando per noi stessi. Non saremmo mai disposti a pagare per lo sbaglio di un altro, ma Gesù non la pensò così!

Quando Dio vide che l’umanità stava morendo nel peccato, dopo che Adamo ed Eva cedettero alla tentazione di satana, guardò Suo figlio Gesù e disse: “C’è bisogno che qualcuno paghi il conto del peccato, affinché l’umanità non rimanga in debito con il cielo”. Gesù non disse: “Non sono stato io!”. Scese dal Suo trono di gloria e onore e venne sulla terra!

Ha sofferto ingiurie, offese, sputi e non disse mai: “Non sono stato io”. Anzi, la croce che portava era carica dei nostri peccati, delle nostre colpe, delle nostre mancanze. Era pesante ma arrivò al Golgota e morendo ci giustificò davanti a Dio; non incolpava chi lo crocifiggeva, anzi ne chiedeva il perdono.

Non disprezziamo la misericordia di Dio, diamo il giusto valore alla croce e smettiamo di dire: “non sono stato io”.

Facebooktwitterlinkedintumblr

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *