Tu credi che c’è un solo Dio. Fai bene; anche i demoni credono e tremano. (Giacomo 2:19)
Una persona a cui si sta presentando l’Evangelo risponde: “Lei deve sapere che io rispetto la sua credenza, ma ognuno ha la propria e si equivalgono tutte”.
“Signore – rispose un altro – lei mi parla come se fossi senza religione; ma io ho la mia, come d’altronde tutti nella mia famiglia”.
Credenza religiosa è un’espressione comoda ed elastica, che non compromette nessuno, talmente vaga fino a essere equivoca ed anche pericolosa.
C’è solo un vocabolo per indicare il fatto di ricevere quello che Dio dice, perché e Dio che l’ha detto: è la parola fede. La Bibbia non ne usa altre. Ciò implica che la creatura umana si è trovata davanti al suo Creatore onnipotente, giusto, santo, mentre essa stessa è debole, ignorante e colpevole.
La fede riconosce i diritti di Dio. Ascolta la sua Parola; impara da lui e non da una tradizione umana, che Dio è il Giudice supremo, ma anche il Dio di grazia, il Dio di luce e il Dio d’amore.
La fede è una conoscenza personale di Dio che si è rivelato, che parla e anche che ascolta. L’Evangelo che oggi egli fa predicare, presenta Gesù Cristo come la piena rivelazione di quel Dio invisibile, che si è fatto conoscere agli uomini con il dono del suo unico diletto Figlio, Gesù Cristo nostro Salvatore.
A lui rendono testimonianza tutti i profeti, che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome. (Atti 10:43)




