Ti esorto dunque prima di ogni cosa che si facciano suppliche, preghiere, intercessioni e ringraziamenti per tutti gli uomini, per i re e per tutti quelli che sono in autorità, affinché possiamo condurre una vita tranquilla e quieta in ogni pietà e decoro. (1 Timoteo 2:1-2)
Le nostre preghiere si rivolgono con naturalezza a Dio per i bisogni di quelli che amiamo, per i nostri cari come per noi stessi.
Il campo delle nostre suppliche si allarga se pensiamo a quei cristiani, e non sono pochi, che sono emarginati dalla società e persino perseguitati. E’ come non essere mossi a compassione in presenza delle sofferenze di tante persone vicine e lontane?
Anche i nostri concittadini che sembrano soddisfatti della vita hanno un bisogno urgente, quello di conoscere il Dio Salvatore.
Per pregare come bisogna, è necessario conoscere Dio e la sua grazia. Altrimenti, senza un vero desiderio di accostarsi a Lui, citeremo il suo nome in vano, quando non addirittura per accusarlo di tutti i mali dell’umanità!
La Parola di Dio ci invita a pregare; a intercedere in favore di tutti gli uomini, anche a ringraziare Dio per ogni cosa.
Una credete anziana e malata, costretta a letto da parecchi anni, era visitata da una vicina di casa atea e talvolta anche un po’ beffarda. La conversazione verteva sulla serietà dei tempi e la necessità di metter in Dio la proprio fiducia.
L’incredula scherniva i “bigotti” che pregano sempre, ma la credente le fece osservare:
“Signora, bisogna ben pregare anche per quelli che non lo fanno mai, e ringraziare Dio al posto loro per i benefici che ricevono da lui senza alcuna riconoscenza. Bisogna pregare per quelli che non lo sanno fare!”
Pensiamoci, noi che conosciamo l’amore di Dio così come ce lo ha rivelato. E preghiamo per tutti gli uomini.
Perciò ogni uomo pio t’invocherà nel tempo che puoi essere trovato; anche se le grandi acque dovessero straripare, esse non giungeranno fino a lui. (Salmi 32:6)



