Per una Bibbia

Ricordatevi della parola che vi ho detta: “Il servo non è più grande del suo signore”. Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la mia parola, osserveranno anche la vostra. (Giovanni 15:20)

Era novembre quando, in sette città della Corea del nord, circa 80 persone furono giustiziate pubblicamente, sotto gli occhi dei familiari. Il motivo? Sono state trovate in possesso di una Bibbia! Doveva essere pubblico, così tutti quelli che avrebbero assistito al massacro, avrebbero capito che contro di loro non potevano nulla.

Non è la prima volta, purtroppo, che viene commessa un’atrocità del genere, nonostante le leggi dell’Onu sui diritti umani. Anche se ci fa male ricordare questi avvenimenti, oggi però possiamo affermare che non hanno raggiunto il loro obiettivo.

Già, perché lo scopo principale in realtà è quello di tentare di dissuadere le persone a credere all’Evangelo di Gesù Cristo, alla Sua opera salvifica e al Suo amore, diffondendo paura e terrore. Sembra proprio di essere tornati indietro di duemila anni, quando i Farisei fecero lo stesso con Gesù: credevano che crocifiggendolo avrebbero messo a tacere la verità ed avrebbero dato una lezione a tutti i Suoi seguaci.

Il tempo, però, non gli ha dato ragione perché a distanza di millenni la Sua opera non solo è andata avanti, ma è viva ed efficace, e prepara discepoli e seguaci pronti anche a morire pur di diffondere la verità.

La paura è una delle opere più potenti si satana, ma come dice il Salmo 27:1: L’Eterno è la mia luce e la mia salvezza; di chi temerò? L’Eterno è la roccaforte della mia vita; di chi avrò paura?

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