Perché la sofferenza?

In quello stesso tempo vennero alcuni a riferirgli il fatto dei Galilei il cui sangue Pilato aveva mescolato con i loro sacrifici. Gesù rispose loro: «Pensate che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, perché hanno sofferto quelle cose? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti allo stesso modo. O quei diciotto sui quali cadde la torre in Siloe e li uccise, pensate che fossero più colpevoli di tutti gli abitanti di Gerusalemme? No, vi dico; ma se non vi ravvedete, perirete tutti come loro». (Luca 13:1-5)

Viviamo in un mondo in cui regnano l’ingiustizia e la sofferenza. L’ineguaglianza di fronte alle disgrazie è un fatto per cui ci si rassegna o, al contrario, ci si indigna.

La Bibbia ci insegna anzitutto, che la causa prima di tutte le disgrazie dell’umanità si chiama peccato. E’ a causa di questo che la sofferenza e la morte sono stati introdotti nel mondo. E’ vero che molte calamità non hanno come causa diretta un peccato particolare, e raggiungono indistintamente tutti gli essere umani, ma sono anche avvertimenti per ognuno di noi.

Un certo dramma, una morte violenta, ci ricordano che domani potremmo ritrovarci in quella situazione e quindi dobbiamo essere pronti. Dio vuole che gli uomini riflettano seriamente, vuole indurli a porsi delle domande essenziali: Perché sono sulla terra? Che cosa c’è dopo la morte? Non dovrò un giorno rendere conto della mia vita? Sono proprio questi i veri problemi! La catastrofe suprema non è la morte, ma ciò che segue: il giudizio.

Dio è sovrano, è saggio, sa perfettamente ciò che fa. Piuttosto che rivoltarci davanti alle disgrazie altrui e accusare il Creatore, ricordiamoci del Suo amore. Egli ha colpito suo Figlio, l’unico senza peccato, al posto nostro. Egli attende con pazienza che ci volgiamo verso di Lui per essere salvati. Non vuoi farlo ora?

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