Se ne va piangendo colui che porta il seme da spargere, ma tornerà con canti di gioia quando porterà i suoi covoni. (Salmi 126:6)
Le parole di questo Salmo rendono ben chiara l’immagine di chi svolge il faticosissimo mestiere del “seminatore”. Eppure, quali potrebbero essere le fatiche e le difficoltà di chi porta seme da spargere? Costui non affronta fatiche fisiche di notevole entità. Attraversa a piedi un campo, magari sotto il sole.
Ma dov’è la fatica che può portare anche alle lacrime? Il pesante sacco da sorreggere sotto il braccio? Le parole del salmista ci proiettano secoli avanti, a quando Gesù raccontò la parabola del seminatore. Egli, il Maestro, identificò la figura di quest’ultimo con colui che diffonde il messaggio dell’Evangelo.
Poiché la Parola di Dio è come un seme che porta frutta, la sua diffusione incontrerà sempre tutta una serie di difficoltà e di ostacoli volti ad impedire che la semina vada a buon fine. Le lacrime del seminatore trovano ragione nella consapevolezza che non tutto ciò che è seminato verrà raccolto.
“Ben andò piangendo” il Seminatore, quando ci annunciò il Padre, ma fu rigettato, umiliato ed inchiodato alla croce. “Ben andò piangendo” il Seminatore, quando constatò che il cuore del Suo popolo era più duro di un terreno roccioso.
“Ben canterà di gioia e si rallegrerà il Seminatore, Signore e Salvatore nostro, quando raccoglierà i Suoi covoni nei granai del Paradiso”. E tu hai ricevuto il seme benedetto della Parola di Dio?
M.A.




