Impegnatevi a cercare la pace con tutti e la santificazione, senza la quale nessuno vedrà il Signore; vigilando bene che nessuno resti privo della grazia di Dio; che nessuna radice velenosa venga fuori a darvi molestia e molti di voi ne siano contagiati; e che nessuno sia fornicatore o profano, come Esaù, che per una sola pietanza vendette la sua primogenitura. (Ebrei 12:14-16)
Da oltre vent’anni ho l’onore di servire il Signore, e per sostenere la famiglia lavoro come giardiniere. Nello svolgimento quotidiano del mio lavoro ho scoperto che anche il filino d’erba più morbido e sottile, se non viene tagliato periodicamente, col passar del tempo crescerà fino a diventare una pianta.
Così come in natura abbiamo bisogno di rasare periodicamente il prato, nella stessa maniera, dovremmo impegnarci ad “estirpare” dal nostro cuore le cosiddette “radici di amarezza”.
Questa specie di radice velenosa, cresce in tutti i prati, ma soprattutto nel cuore di ogni essere umano. Da quando Dio maledisse la terra (Genesi 3:18), la natura non produce più spontaneamente prati verdeggianti, ma “spine e triboli”.
Amara, quanto la radice in oggetto, è la verità che la riguarda. La Bibbia dichiara che le radici di amarezza hanno il potere di contaminare molti. Se sono amareggiato, influenzerò inevitabilmente in maniera negativa tutti coloro che mi frequentano.
Ma se allo spuntare delle prime radici amare, armato di amore e volontà, le estirperò una ad una, l’Eterno farà di me il Suo strumento di pace e riconciliazione. I volti accigliati sono contagiosi; gioia e sorrisi lo sono ancora di più.
M.A.




