Io vi lascio la pace, vi do la mia pace; io ve la do, non come la dà il mondo; il vostro cuore non sia turbato e non si spaventi. (Giovanni 14:27)
Dio che regala? Che mistero! Facciamo fatica a crederlo, nel nostro mondo duro, esigente, insaziabile, in cui si sa vendere, non regalare.
Ma sono sempre gli altri quelli a cui non piace dare? Non è spesso anche il nostro caso? Non ci piace dare, e qualche volta, forse per diffidenza, facciamo fatica ad accettare quello che è gratuito. E’ forse per questo che Gesù ha parlato di una porta stretta e di una via angusta che conduce alla vita.
Entrate per la porta stretta, perché larga è la porta e spaziosa la via che conduce alla perdizione, e molti sono coloro che entrano per essa. Quanto stretta è invece la porta e angusta la via che conduce alla vita! E pochi sono coloro che la trovano! (Matteo 7:13-14)
Per passarvi, occorre abbandonare le nostre pretese di essere capaci di fare il bene. Sovente si vuole “comprare” la salvezza di Dio con opere, pratiche, impegni. Non si è mai sicuri di avere fatto abbastanza.
Si vuole ottenere il proprio posto in paradiso, come se si volesse comprare pagando “contro-assegno” o pagare una fattura prima della consegna!
In contrasto con questo, il nostro Dio dona il suo amore, perché lui è amore. Dà gratuitamente, perché, essendo noi peccatori, siamo debitori ma incapaci di pagare; il debito è troppo grande!
Allora Dio fa grazia, perché perdona. Dona la sua pace, che è ben più dell’assenza di conflitto. E’ la pace interiore, quella della coscienza e del cuore, accompagnata dalla gioia, della salvezza e della comunione col Signore.
Ma dal momento che Dio dà gratuitamente, rifiutare il suo dono vuole dire offenderlo gravemente. L’unico atteggiamento buono, e anche saggio, consiste nell’accettare il suo perdono, la sua salvezza, la vita eterna per la fede in Gesù Cristo.
Vi è infatti un solo Dio, ed anche un solo mediatore tra Dio e gli uomini: Cristo Gesù uomo, il quale ha dato se stesso come prezzo di riscatto per tutti, secondo la testimonianza resa nei tempi stabiliti, di cui io sono stato costituito banditore e apostolo (dico la verità in Cristo e non mento), dottore dei gentili nella fede e nella verità. (1 Timoteo 2:5-7)



