Ma Dio, che è ricco in misericordia, per il suo grande amore con il quale ci ha amati, anche quando eravamo morti nei falli, ci ha vivificati con Cristo (voi siete salvati per grazia), e ci ha risuscitati con lui e con lui ci ha fatti sedere nei luoghi celesti in Cristo Gesù, per mostrare nelle età che verranno le eccellenti ricchezze della sua grazia, con benignità verso di noi in Cristo Gesù. (Efesini 2:4-5)
La misericordia si fa carico della profondità della mia miseria e dei miei bisogni. Considera ogni situazione e dà la giusta risposta. Un Capo di stato puà graziare un condannato, ma avvicinarsi e rialzarlo è un atto di misericordia.
Il buon samaritano si è fermato presso l’uomo ferito sulla strada da Gerusalemme a Gerico; si è avvicinato, ha curato le sue piaghe, l’ha messo sulla propria montatura e l’ha condotto fino ad un luogo di riposo e di convalescenza. Impegnandosi a sostenere ogni spesa necessaria fino alla sua totale guarigione.
Gesù allora rispose e disse: «Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e cadde nelle mani dei ladroni i quali, dopo averlo spogliato e coperto di ferite, se ne andarono lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada e, veduto quell’uomo, passò oltre, dall’altra parte. Similmente anche un levita si trovò a passare da quel luogo, lo vide e passò oltre, dall’altra parte.
Ma un Samaritano, che era in viaggio, passò accanto a lui, lo vide e ne ebbe compassione. E, accostatosi, fasciò le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. E il giorno dopo, prima di partire, prese due denari e li diede al locandiere, dicendogli: “Prenditi cura di lui e tutto quello che spenderai in più, te lo renderò al mio ritorno”. Quale dunque di questi tre ti pare sia stato il prossimo di colui che cadde nelle mani dei ladroni?». E quello disse: «Colui che usò misericordia verso di lui». Gesù allora gli disse: «Va’ e fa’ lo stesso anche tu». (Luca 10:30-37)
Perché ha fatto questo? Perché “ne ebbe compassione”. La compassione è il movimento di un cuore che soffre con il ferito, che s’identifica con chi soffre.
Quando Gesù ha interpellato Saulo da Tarso, il persecutore dei cristiani, sulla strada di Damasco, è la misericordia che l’ha fermato.
Questa parola è sicura e degna di essere pienamente accettata, che Cristo Gesù è venuto nel mondo per salvare i peccatori, dei quali io sono il primo. Ma per questo mi è stata fatta misericordia, affinché Gesù Cristo facesse conoscere in me, per primo, tutta la sua clemenza, per essere di esempio a coloro che per l’avvenire avrebbero creduto in lui per avere la vita eterna. (1 Timoteo 1:15-16)
Ancora oggi, Dio “fa misericordia”, perché è “il Padre della misericordia”.
Non dipende dunque né da chi vuole né da chi corre, ma da Dio che fa misericordia. (Romani 9:16)
Ma quando apparvero la bontà di Dio, nostro Salvatore, e il suo amore verso gli uomini, egli ci ha salvati non per mezzo di opere giuste che noi avessimo fatto, ma secondo la sua misericordia, mediante il lavacro della rigenerazione e il rinnovamento dello Spirito Santo, che egli ha copiosamente sparso su di noi, per mezzo di Gesù Cristo, nostro Salvatore, affinché, giustificati per la sua grazia, fossimo fatti eredi della vita eterna, secondo la speranza che abbiamo. (Tito 3:4-7)
Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno. (Ebrei 4:16)



