Perché noi siamo stati salvati in speranza; or la speranza che si vede non è speranza, poiché ciò che uno vede come può sperarlo ancora? Ma se speriamo ciò che non vediamo, l’aspettiamo con pazienza. (Romani 8:24-25)
La speranza di cui parla Paolo è alla radice di tutto ciò che precede: accettazione di Gesù, perdono dei peccati e fede; quindi è certezza assoluta della vita eterna!
L’apostolo Paolo parla di speranza solo perché non vediamo ancora la realizzazione delle promesse di Gesù.
Gesù le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chiunque crede in me, anche se dovesse morire, vivrà. E chiunque vive e crede in me, non morrà mai in eterno. Credi tu questo?». (Giovanni 11:25-26)
La salvezza perfetta s’avrà solo con la trasformazione del “Corpo terrestre in corpo celeste”.
E come abbiamo portato l’immagine del terrestre, porteremo anche l’immagine del celeste. Or questo dico, fratelli, che la carne e il sangue non possono ereditare il regno di Dio; similmente la corruzione non eredita l’incorruttibilità. Ecco, io vi dico un mistero: non tutti morremo, ma tutti saremo mutati in un momento, in un batter d’occhio, al suono dell’ultima tromba; la tromba infatti suonerà, i morti risusciteranno incorruttibili e noi saremo mutati, poiché bisogna che questo corruttibile rivesta l’incorruttibilità e questo mortale rivesta l’immortalità. (1 Corinzi 15:49-53)
Noi ne parliamo dunque, con certezza, perché siamo salvati, redenti e perdonati per il sacrificio di Cristo; dono d’espiazione e giustificazione per il Suo sangue sparso.
Poi prese il calice e rese grazie, e lo diede loro dicendo: «Bevetene tutti, perché questo è il mio sangue, il sangue del nuovo patto che è sparso per molti per il perdono dei peccati. (Matteo 26:27-28)
Un patto fatto dall’uomo non si rompe… tanto più un patto di sangue fatto da Gesù con noi e per noi, che abbiamo creduto in Lui.




