Salvato dell’ultima ora

E ora a voi che dite: «Oggi o domani andremo nella tale città, e vi dimoreremo un anno, commerceremo e guadagneremo», mentre non sapete ciò che accadrà l’indomani. Cos’è infatti la vostra vita? In verità essa è un vapore che appare per un po’ di tempo, e poi svanisce. Dovreste invece dire: «Se piace al Signore e se saremo in vita, noi faremo questo o quello». (Giacomo 4:13-15)

Nel paese di un credente abitava un anziano di 90 anni che era la memoria storica di quei luoghi. Da giovane aveva esercitato parecchi mestieri che oggi non si praticano più. Benché avesse solo la licenza elementare, era stato anche segretario in comune.

Inoltre era il miglior cacciatore della regione, benché cacciasse senza cane, usando solo la sua conoscenza dei luoghi e della selvaggina. Naturalmente, a quel credente, piaceva incontrarlo; non si sarebbe mai stancato di fargli delle domande.

Ma un giorno ha avuto uno scrupolo, si è detto: approfitto molto della conoscenza e dell’esperienza di questo anziano, ma di quello che so, del tesoro che possiedo, non gli ho mai parlato.

Cosciente di questa ingratitudine, gli regalò un Nuovo Testamento, e quell’anziano lo divorò, letteralmente. Fece presto a leggerlo e ricevette con gioia il Signore Gesù come suo Salvatore. Aveva dovuto aspettare 90 anni, perché l’amore di Dio penetrasse nel suo cuore. Fu un salvato dell’ultima ora, perché la sua vita terrena si concluse poco dopo quella lettura. A 90 anni, non era troppo tardi per afferrare la salvezza di Dio.

Ma non aspettiamo di avere quest’età per volgerci a Gesù Cristo. Non abbiamo un giorno da perdere; il domani non ci appartiene.

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