Perché ti abbatti, anima mia? Perché ti agiti in me? Spera in Dio, perché lo celebrerò ancora; egli è il mio salvatore e il mio Dio. (Salmi 42:5)
Veronica, vedova per la seconda volta, era talmente addolorata per la perdita del marito che non vedeva alcun motivo per continuare a vivere. Un giorno portò il nipote di cinque anni al parco giochi e, dopo averlo sistemato e legato nel seggiolino dell’auto, si mise al volante e stava partendo senza allacciare la cintura di sicurezza.
Il bambino gridò: “Nonna, non ha allacciato la cintura di sicurezza!” La nonna la allacciò e poi disse tristemente: “Caro Luca, la mia sicurezza non è così importante … sarebbe meglio, per me, andare in cielo dove c’è il nonno”. Indignato, il bambino esclamò: “Allora, mi lascerai solo!” In quell’attimo Veronica prese coscienza che la sua vita non era vuota e senza senso. Per mezzo di quel bambino, Dio le dava un nuovo motivo per vivere e le mostrava un servizio da compiere per Lui nell’essere utile agli altri.
Anche il profeta Elia voleva morire perché la sua missione presso il popolo di Dio non aveva ottenuto il risultato sperato; ma Dio gli mostrò che, nella Sua grazia, non considerava la situazione del paese senza speranza e che aveva ancora un lavoro importante da affidargli. Elia aveva dunque una valida ragione per continuare a vivere.
Non lasciamoci prendere dallo sconforto! Dio ha sempre un progetto per noi finché ci lascia sulla terra. Chiediamogli di aprirci la mente e il cuore quando non riusciamo a capire quello che vuole da noi. Allora lo scoraggiamento farà posto alla serenità e alla fiducia.
Poiché così parla il SIGNORE: «Ecco, io dirigerò la pace verso di lei come un fiume, la ricchezza delle nazioni come un torrente che straripa, e voi sarete allattati, sarete portati in braccio, accarezzati sulle ginocchia. Come un uomo consolato da sua madre così io consolerò voi, e sarete consolati in Gerusalemme». (Isaia 66:12-13)

