Se il SIGNORE ci è favorevole, ci farà entrare in quel paese e ce lo darà: è un paese dove scorre il latte e il miele. (Numeri 14:8)
Caleb e Giosuè non sottovalutarono le difficoltà da affrontare, ma fissavano lo sguardo sulle promesse di Dio più che sulle evidenze sfavorevoli. Tenevano ferma davanti agli occhi la visione di una terra che rivendicavano perché l’Eterno l’aveva loro assegnata.
Il requisito imprescindibile della loro argomentazione era: “Se l’Eterno ci è favorevole”, condizione che sapevano peraltro soddisfatta, poiché l’Eterno era stato con loro durante tutto il viaggio attraverso il deserto.
Tuttavia però il popolo, correva il pericolo di compromettere irreparabilmente questo “favore” con la sua incredulità con il timore e sua ribellione.
Queste cose sono state scritte sicuramente per nostro ammaestramento: ogni appello divino è una dimostrazione che Dio ci è propizio. Dio agisce a nostro favore al punto che Cristo è venuto a soffrire e morire sulla croce per redimerci dalla schiavitù del peccato.
Stamattina credi e non essere incredulo dinnanzi alle difficoltà della vita o ai monti che si ergono davanti a te come Giosuè e Caleb dichiara senza alcun timore: “Il Signore mi è favorevole”.
S.D.C.




