Oggi so quanto è buono e che bene duraturo è seguire Gesù. Quel Gesù che conosco e che amo l’ho incontrato all’età di diciassette anni. Ma il suo impatto nella mia vita è molto più importante oggi che nel giorno in cui mi sono affidato a lui.
Sono andato a lui quando non sapevo a chi rivolgermi, e poi sono rimasto vicino a lui, perché mi ha colmato di sicurezza e di pace. Mi sono rivolto a lui nell’attesa di quello che non avevo, e rimango al suo fianco perché possiedo in lui un tesoro da cui non mi separerò mai.
Mi sono rivolto a lui da straniero, ma ora vivo con lui la più ricca e profonda relazione. Mi sono rivolto a lui quand’ero incerto quanto al mio avvenire, ed ora continuo a camminare in sua compagnia, sicuro del mio destino.
Testimonianza di Ravi Zacharias
Non credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue. Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di quelle opere stesse. (Giovanni 14:10-11)
Possiamo incominciare a seguire Gesù anche se siamo in affanno e abbiamo il vuoto nel cuore. Gesù desidera accoglierci, così come siamo, con le nostre paure e i nostri dubbi, Egli ci ama e vuole guidarci lungo il cammino della nostra vita, ci vuole consolare e ci vuole istruire. Allora ci si attacca alla sua Persona, al suo messaggio, alle sue opere che sono “meravigliose”.
Perciò Gesù disse ai dodici: «Non volete andarvene anche voi?» Simon Pietro gli rispose: «Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; e noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio». (Giovanni 6:67-69)
E’ la fede personale che a questo punto si aggrappa alla sua opera redentrice, al valore del suo sacrificio. E’ come il sorgere del sole: a poco a poco la luce cresce e illumina tutto.
Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita». (Giovanni 8:12)



