Silenzio fiducioso

Sta’ in silenzio davanti all’Eterno e aspettalo; non affliggerti per colui che prospera nelle sue imprese, per l’uomo che segue i suoi malvagi disegni. (Salmi 37:7)

Il silenzio qui non si riferisce alla preghiera in assoluto, all’adorazione e al ringraziamento. Bisogna piuttosto evitare sfoghi vani e guardarsi da distruttive mormorazioni.

Perché il Signore si fa attendere tanto per dare una risposta alle nostre richieste? Il salmista ci offre un prezioso consiglio sul comportamento da assumere in simili situazioni. E’ facile notare una tendenza ad alzare il tono della voce in preghiera, quasi nella convinzione che in tal modo le richieste elevate a Dio saranno sicuramente udite.

E’ vero però il contrario: quando permettiamo al Signore di parlarci, rimanendo in silenzio davanti a Lui, allora avremo la certezza di essere ascoltati e, ancor più, riceveremo la risposta alle nostre domande.

Dobbiamo, in un certo senso, dimenticarci delle richieste rivolte a Dio in preghiera, sicuri che Egli si prende cura dei nostri problemi. Così facendo, getteremo le basi per mettere a tacere ogni voce che alimenta ansietà ed amarezze.

Di fronte alle prove, alle lunghe attese, non perdiamoci d’animo, ma diciamo: “Anima mia confida del Signore”.

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