Sotto inchiesta

Dio infatti non ha bisogno di osservare a lungo un uomo prima di farlo comparire davanti a sé in giudizio. Egli fiacca i potenti senza fare inchiesta e ne mette altri al loro posto. Poiché conosce le loro opere, li abbatte nella notte e sono distrutti; li colpisce come gente malvagia alla vista di tutti, perché si sono allontanati da lui senza prestare attenzione alle sue vie, fino a far giungere a lui il grido del povero, perché egli ode il grido degli afflitti. (Giobbe 34:23-28)

In questi ultimi anni, i mezzi d’informazione ci hanno abituato a sentire parlare di persone “sotto inchiesta”, perché sospettati di qualche reato. Questa procedura segna l’inizio dell’istruttoria giudiziaria che può durare un certo periodo, prima di concludersi o con l’imputazione o con il proscioglimento.

Chi non sarebbe preoccupato se fosse sotto inchiesta da un giudice, anche se sa di potersi discolpare? E cosa accadrebbe se tutte le nostre azioni fossero messe in luce?

Tuttavia questa è la situazione di ciascuno di noi davanti a Dio, il Giudice supremo.

E non vi è alcuna creatura nascosta davanti a lui, ma tutte le cose sono nude e scoperte agli occhi di colui al quale dobbiamo rendere conto. (Ebrei 4:13)

Dio non ha bisogno di indagini, di testimonianze, di prove, la cui assenza permette a molti colpevoli di sfuggire alla condanna. Egli conosce tutto a fondo e giudica senza bisogno di “mettere sotto inchiesta”

Se la sentenza contro un’azione cattiva non si esegue prontamente, è perché Dio è paziente verso tutti, non volendo che qualcuno perisca.

Poiché la sentenza contro una cattiva azione non è prontamente eseguita, il cuore dei figli degli uomini è pieno di voglia di fare il male. (Ecclesiaste 8:11)

Il Signore non ritarda l’adempimento della sua promessa, come alcuni credono che egli faccia, ma è paziente verso di noi, non volendo che alcuno perisca, ma che tutti vengano a ravvedimento. (2 Pietro 3:9)

Chi crede in lui non è condannato, ma chi non crede è già condannato, perché non ha creduto nel nome dell’unigenito Figlio di Dio. (Giovanni 3:18)

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