Fa bel tempo in questa mattina d’estate. Nell’orto, approfitto del fresco per lavorare con calma. Ma ecco che due operai arrivano dal vicino di casa per pulire e restaurare il tetto. Il loro buon umore si fa sentire; in piedi sul tetto, incominciano a cantare. Purtroppo le parole dei loro canti mi imbarazzano…
All’improvviso, un pensiero mi colpisce; anch’io avrei potuto cantare. Conosco molti canti che esprimono la fiducia in Dio e la tranquillità che sto provando questa mattina! Se i due uomini, quando sono arrivati, mi avessero sentito cantare con quelle belle parole forse avrebbero riflettuto e l’atmosfera sarebbe stata diversa……….
Riflessioni di un credente
Io loderò il SIGNORE finché vivrò, salmeggerò al mio Dio, finché esisterò. (Salmo 146:2)
I canti manifestano lo stato del cuore e i pensieri che occupano la nostra mente. Sono anche un mezzo di comunicazione universale molto apprezzato poiché i CD e gli MP3 venduti ogni anno sono milioni. Ma che messaggio portano? E poi, ascoltare chi canta non è come cantare.
Noi credenti cantiamo dei canti per testimoniare l’amore di Dio e gli effetti che esso ha prodotto nella nostra vita. Ma non limitiamo i momenti di canto alle riunioni della chiesa o alle feste in famiglia!
Cerchiamo di essere più spontanei, cantiamo le lodi del nostri Dio come facevano l’apostolo Paolo e Sila quando erano rinchiusi nella cella di una prigione e gli altri carcerati li ascoltavano.
Verso la mezzanotte Paolo e Sila, pregando, cantavano inni a Dio; e i carcerati li ascoltavano. (Atti 16:25)
Dio potrà servirsi del nostro messaggio per incoraggiare o consolare qualcuno, o condurre qualcuno alla salvezza e alla vita eterna.



