Tre Troni

Ma ora, passando sopra ai tempi dell’ignoranza, Dio comanda a tutti gli uomini e dappertutto che si ravvedano. Poiché egli ha stabilito un giorno in cui giudicherà il mondo con giustizia, per mezzo di quell’uomo che egli ha stabilito; e ne ha dato prova a tutti, risuscitandolo dai morti. (Atti 17:30-31)

La lettera agli Ebrei è indirizzata ai credenti usciti dal giudaismo che, diventati cristiani, avevano affrontato la persecuzione; alcuni di loro erano anche stati privati dei loro beni.

Infatti avete anche sofferto con me nelle mie catene e avete accettato con gioia di essere spogliati dei vostri beni, sapendo di avere per voi dei beni migliori e permanenti nei cieli. (Ebrei 10:34)

L’autore della Lettera li inviata ad accostarsi al trono della grazia perché non si scoraggiassero.

Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia, affinché otteniamo misericordia e troviamo grazia, per ricevere aiuto al tempo opportuno. (Ebrei 4:16)

Ora considerate colui che sopportò una tale opposizione contro di sé da parte dei peccatori, affinché non vi stanchiate e veniate meno. (Ebrei 12:3)

Un trono dimostra la potenza di colui che lo occupa; qui si tratta anzitutto della grazia di Dio, di cui tutti abbiamo bisogno. Noi ci avviciniamo a quel trono per mezzo della preghiera, e riceviamo soccorso al momento opportuno, scelto da Dio.

Il capitolo 5 dell’Apocalisse invece ci presenta un scena futura. Siamo davanti ad un altro trono, un trono di gloria posto in cielo, dove siede l’Agnello di Dio, Gesù Cristo.

Poi vidi nella mano destra di colui che sedeva sul trono un libro scritto di dentro e di fuori, sigillato con sette sigilli. (Apocalisse 5:1)

Egli è stato rifiutato dal mondo, ma Dio gli ha dato la gloria. Gli anziani, si prostono davanti a lui, lo adorano e cantano un cantico nuovo alla gloria di Colui che li ha salvati.

Poi vidi ritto, in mezzo al trono e ai quattro esseri viventi e in mezzo agli anziani, un Agnello come ucciso, il quale aveva sette corna e sette occhi, che sono i sette Spiriti di Dio mandati per tutta la terra. Egli venne e prese il libro dalla mano destra di colui che sedeva sul trono. E, quando ebbe preso il libro, i quattro esseri viventi e i ventiquattro anziani si prostrarono davanti all’Agnello, avendo ciascuno una cetra e delle coppe d’oro piene di profumi, che sono le preghiere dei santi. E cantavano un nuovo cantico dicendo: «Tu sei degno di prendere il libro e di aprirne i sigilli, perché sei stato ucciso, e col tuo sangue ci hai comprati a Dio da ogni tribù, lingua, popolo e nazione, e ci hai fatti re e sacerdoti per il nostro Dio, e regneremo sulla terra». (Apocalisse 5:6-10)

Apocalisse 20 ci mostra un terzo trono, il gran trono bianco, che è un trono di giudizio. Colui che è seduto su questo trono è colui al quale Dio ha dato ogni potere di giudicare: il suo Figlio, Gesù Cristo.

Poi vidi un gran trono bianco e colui che vi sedeva sopra, dalla cui presenza fuggirono il cielo e la terra, e non fu più trovato posto per loro. (Apocalisse 20:11)

Infatti come il Padre risuscita i morti e dà loro la vita, così anche il Figlio dà la vita a chi vuole. Poiché il Padre non giudica nessuno, ma ha dato tutto il giudizio al Figlio, affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre; chi non onora il Figlio, non onora il Padre che lo ha mandato. (Giovanni 5:21-23)

Questa scena è solenne: tutti i morti che si trovano davanti a quel trono sono giudicati secondo le loro opere da una giustizia divina che non può tollerare il minimo male.

C’è un solo modo di sfuggire a quella sede di giudizio e all’inferno: la purificazione del sangue di Gesù ottenuta credendo in lui. Mettiamo la nostra fiducoa in lui oggi, non aspettiamo domani!

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