Tuo fratello è là sotto!

Certa è quest’affermazione, e voglio che tu insista con forza su queste cose, perché quelli che hanno creduto in Dio abbiano cura di dedicarsi a opere buone. Queste cose sono buone e utili agli uomini. (Tito 3:8)

Ad est della città di Basilea si stava costruendo un canale per le acque di scolo. Si trattava di scavare una trincea profonda cinque metri, e siccome non pioveva da parecchie settimane le pareti dello scavo non erano state sufficientemente consolidate. Questa negligenza si rivelò fatale. All’improvviso, in un punto più fragile, le pareti cedettero seppellendo diversi operai.

Immediatamente furono organizzati i soccorsi, e da ogni lato accorsero dei curiosi per seguire le operazioni. Un donna si avvicinò ad uno di loro e, mettendogli una mano sulla spalla, gli disse: “Sai che tuo fratello è sepolto là sotto?” A quelle parole l’uomo impallidì. Si tolse la giacca, prese una pala, saltò nello scavo e si mise a spalare febbrilmente insieme agli altri, finché tutte le vittime furono tratte fuori, compreso suo fratello.

Non c’è in questo una lezione per noi? Quanta gente intorno a noi è prigioniera di quella natura peccatrice che ci esclude da ogni relazione con Dio! Non siamo preoccupati per loro?

Come gli operai del racconto, anche loro sono perduti e infelici, e hanno bisogno di essere liberati. Dovremmo essere pieni di compassione per i nostri parenti, i colleghi, gli amici che vivono senza Dio. Parliamo loro di Cristo, il Salvatore. Lui è la sola via per passare dalle tenebre alla luce, dalla morte alla vita eterna.

Vi esortiamo, fratelli, ad ammonire i disordinati, a confortare gli scoraggiati, a sostenere i deboli, a essere pazienti con tutti. (1 Tessalonicesi 5:14)