Un cuore insensibile

Mentre discorrevano e discutevano insieme, Gesù stesso si avvicinò e cominciò a camminare con loro. Ma i loro occhi erano impediti a tal punto che non lo riconoscevano. (Luca 24:15-16)

In questo racconto si parla di due discepoli che hanno visto il loro Maestro Gesù, morto sulla croce e sono terribilmente afflitti, perché non hanno più speranza. Non avevano ancora capito che Gesù sarebbe risuscitato! E quando il Gesù resuscitato si avvicina e comincia a camminare con loro, non lo riconoscono, perché non credono che Gesù potesse essere ancora vivo. Manca in loro la fede nelle promesse che Gesù aveva fatto: “Dopo tre giorni, risusciterò” (Matteo 27:63).

Anche noi a volte siamo come quei discepoli: Gesù è vicino a noi, cammina con noi e non Lo riconosciamo. Lo trattiamo come un estraneo. A volte apriamo la Bibbia, leggiamo, ma il nostro cuore è insensibile, la nostra fede è così piccola.

Noi conosciamo la Sua voce, abbiamo sentito la Sua presenza, perché ci ha salvati, eppure anche se molto vicino diciamo: “O se sapessi dove trovarlo”. Dovremmo riconoscere Gesù perché abbiamo la Sua Parola che ci parla e Lo rivela al cuore, eppure non Lo scorgiamo.

Se in questo momento il tuo cuore non riesce a sentirLo, sappi che è l’incredulità l’impedimento, come per i discepoli. Accostati al Signore con semplicità e umiltà credendo, ed Egli opererà!