Un cuore ostinato

Ora va’, sconfiggi Amalec, vota allo sterminio tutto ciò che gli appartiene; non lo risparmiare, ma uccidi uomini e donne, bambini e lattanti, buoi e pecore, cammelli e asini”». (1 Samuele 15:3)

Dio comandò a Saul, primo re d’Israele, di distruggere interamente il popolo di Amalek. Tale ordine, apparentemente duro e spietato, trovava le sue motivazioni in un precedente episodio durante il quale Amalek aveva attaccato alle spalle ed ucciso, donne vecchi e bambini. Amalek è figura di satana e dei suoi seguaci.

Dopo aver sconfitto gli Amalekiti, Saul obbedì parzialmente all’ordine del profeta, risparmiando la vita “delle pecore e dei buoi, degli animali grassi e degli agnelli” (1 Samuele 15:9). Ciò dispiacque all’Eterno, il quale rivolgendosi a Samuele, disse: «Io mi pento di avere stabilito Saul re, perché si è allontanato da me e non ha eseguito i miei ordini» (1 Samuele 15:11).

Chi può scampare al giudizio di Dio, dato che tutti noi falliamo? Dobbiamo star tranquilli. Dio conosce i pensieri più reconditi del cuore dell’uomo. Ciò che portò l’Eterno a rigettare Saul, non fu la sua parziale ubbidienza, ma il suo cuore ribelle e ostinato. Quando infatti il profeta gli chiese spiegazioni, Saul rispose: “Io ho ubbidito alla voce del SIGNORE, … il popolo ha preso, fra il bottino, delle pecore e dei buoi come primizie di ciò che doveva essere sterminato” (1 Samuele 15:20-21).

Gesù prese “su di sé” i peccati del mondo. Chi addossa le proprie responsabilità agli altri, corre il pericolo di essere rigettato da Dio.

M.A.

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