Una giustizia ingiusta

Avete condannato e ucciso il giusto, che non vi oppone resistenza. (Giacomo 5:6)

La vita politica dei nostri paesi occidentali è regolarmente avvelenata da scandali. Questo è molto grave: se coloro che sono al potere non danno l’esempio, chi lo darà? Se la giustizia è ingiusta, che riferimenti rimangono?

Questa triste constatazione non è soltanto attuale. Circa 2000 anni fa avuto luogo il più ingiusto dei processi. L’accusato era addirittura Gesù Cristo, il giusto; gli accusatori erano gente come te e me, quelli che peraltro Lui voleva aiutare.

Poiché diceva di essere il Figlio di Dio, i giudici religiosi lo condannarono a morte. Il magistrato civile, pur convinto della sua innocenza, confermò la sentenza sotto la pressione del popolo. Persino i suoi amici lo abbandonarono.

Quel processo si concluse in modo iniquo, con la crocifissione del condannato innocente. Sì, veramente, quel giorno, la giustizia era dileggiata, la giustizia non è mai stata così ingiusta.

Ma voi rinnegaste il Santo, il Giusto, e chiedeste che vi fosse dato un assassino, e uccideste l’autore della vita, che Dio ha risuscitato dai morti e del quale noi siamo testimoni! (Atti 3:14-15)

Perché mai un innocente si è trovato di fronte a un’opposizione pressoché unanime? Ecco il motivo: Egli era la luce e gli uomini non la potevano sopportare.

Perché essendo Figlio di Dio s’è l’asciato crocifiggere? Perché era quello l’unico mezzo per salvarci.

Perché Dio ha lasciato fare? Perché invece di punire noi, puniva suo Figlio, carico nelle nostre colpe, comprese quelle della nostra rivolta contro Dio, per poter perdonare i nostri peccati.

La crocifissione di Gesù Cristo è stata la più grande ingiustizia mai commessa dall’umanità. Ma per mezzo di essa Dio ha manifestato la propria giustizia, accettando il sacrificio di suo Figlio per la nostra liberazione. Non ci punirà una seconda volta, a condizione che accettiamo il suo perdono.

Tu l’hai accettato?

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