Nell’ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. (Giovanni 7:37)
Beato il cristiano che, svegliandosi, può esclamare come Davide: O Dio, tu sei il mio Dio, io ti cerco dall’alba; di te è assetata l’anima mia, a te anela il mio corpo languente in arida terra, senz’acqua. (Salmi 63:1)
Egli non sa cosa gli riserverà il giorno appena iniziato, ma conosce Dio e sa che il suo Dio veglierà su di lui. Egli lo conosce ancor più intimamente di quanto non lo conoscesse Davide. Egli ha accettato Gesù, colui che ha dato la sua vita per la salvezza dell’anima sua e che dopo la sua risurrezione ha potuto dire a Maria Maddalena :
«Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli, e di’ loro: “Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro”». (Giovanni 20:17)
Al mattino prima di pensare ad altro, ci volgiamo verso Dio per ringraziarlo e per pregarlo? Davide si trovava nel deserto di Giuda, un territorio arido e secco, ma non chiede una fresca oasi come sorgenti e palme. Egli ha sete di Dio. E’ di lui che ha bisogno, il Dio forte, il Dio d’amore, il Dio glorioso.
Gesù le rispose: «Chiunque beve di quest’acqua avrà sete di nuovo; ma chi beve dell’acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l’acqua che io gli darò diventerà in lui una fonte d’acqua che scaturisce in vita eterna». (Giovanni 4:13-14)
E Dio lo sostiene. Allora oltre a non avere più sete, l’anima sua è saziata. Il deserto non è cambiato, tuttavia egli loda e canta.
Poiché tu sei stato il mio aiuto, io esulto all’ombra delle tue ali. (Salmi 63:7)
Così la giornata può iniziare e, malgrado le inevitabili preoccupazioni, il riscattato segue il suo Signore, sostenuto dal suo braccio potente.



