Via dell’Uguaglianza

Ma Abrahamo disse: “Figlio, ricordati che tu hai ricevuto i tuoi beni durante la tua vita e Lazzaro similmente i mali; ora invece egli è consolato e tu soffri. (Luca 16:25)

Un corteo funebre si inoltra nella via che conduce al cimitero della città, che è stata chiamata “Via dell’Uguaglianza”. Dandole questo nome, il Consiglio Comunale ha evidentemente voluto stimolare delle riflessioni nei cittadini.

Espressa sotto questa forma, la filosofia elementare dell’ugualglianza nella morte serve semplicemente a consolare quelli che sono sfavoriti in questo mondo e a ricordare ai ricchi che i loro beni sono provvisori. Ma tale filosofia è errata.

Indubbiamente la morte è parte comune a tutti gli esseri umani, senza distinzione; in essa gli infelici trovano la fine delle loro tribolazione ed i potenti quella della loro prosperità.

Ma cosa c’è dietro a questa apparente uguaglianza? Soltanto Dio, che conosce il futuro e che sa quel che c’è al di là di quell’inevitabile frontiera, è qualificato per istruirci a questo riguardo. Attravero la Bibbia Dio ci svela quel mistero.

La morte non è altro che la porta che tutti gli esseri umani varcano nell’ora che Dio ha stabilito. Ma la stessa porta apre lìaccesso a due destini eterni, opposti tra loro.

Al di là della morte non c’è uguaglianza: alcuni saranno “consolati”, mentre altri saranno “tormentati”. Ciò che determina l’eterna differenza tra i salvati e i perduti e l’avere accettato o no il Signore Gesù come Salvatore durante la vita terrena.

Allora egli risponderà loro dicendo: “In verità vi dico: tutte le volte che non l’avete fatto a uno di questi minimi, non l’avete fatto neppure a me”. E questi andranno nelle pene eterne, e i giusti nella vita eterna». (Matteo 25:45-46)

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