Ma che dice essa? «La parola è presso di te, nella tua bocca e nel tuo cuore». Questa è la parola della fede, che noi predichiamo; poiché se confessi con la tua bocca il Signore Gesù, e credi nel tuo cuore che Dio lo ha risuscitato dai morti, sarai salvato. (Romani 10:8-9)
Il fondamentale soggetto della predicazione degli apostoli nella chiesa primitiva non fu: “Gesù è il Salvatore”, ma “Gesù è il Signore”! Questo afferma l’apostolo Pietro il giorno di pentecoste.
Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che quel Gesù che voi avete crocifisso, Dio lo ha fatto Signore e Cristo. (Atti 2:36)
Questo punto dottrinale è così importante che Paolo ne fa l’esclusività per riconoscere il vero credente.
Perciò vi faccio sapere che nessuno, parlando per lo Spirito di Dio, dice: «Gesù è anatema»; e che altresì nessuno può dire: «Gesù è il Signore», se non per lo Spirito Santo. (1 Corinzi 12:3)
L’essenza della salvezza è sommata qui in questi versi.
Col cuore infatti si crede per ottenere giustizia e con la bocca si fa confessione per ottenere salvezza, perché la Scrittura dice: «Chiunque crede in lui non sarà svergognato». (Romani 10:10-11)
La vera fede… non rimane solo a livetto mentale, ma è radicata nel cuore, nel quale si muovono le emozioni, poi, l’intelletto e la volontà. La fede, naturalmente, coinvolge tutto il nostro essere che s’impegna pubblicamente per “Gesù come Signore”, in parole e azioni.
Gesù Cristo è il Signore del mondo! Potrà esserlo anche individualmente… riconoscendolo e confessandolo come “SIGNORE!”




