La Pasqua dei Giudei era vicina, e Gesù salì a Gerusalemme. (Giovanni 2:13)
Per oltre una settimana un fiume di pellegrini ha varcato le porte della città di Gerusalemme, muovendosi lungo le strade con animali e carri stracarichi; erano diretti al tempio e si apprestavano a portare i loro sacrifici. La Pasqua, una festa solenne che ricordava l’agnello offerto in Egitto per la liberazione degli Israeliti, era vicina. Anche Gesù salì a Gerusalemme e ben sapeva che la Sua offerta sarebbe stata diversa da tutte le altre.
Si stavano per avvicinare le ore più cruciali della storia dell’umanità.
Perché la croce è lo “zenit” della storia. Tutto il passato punta su di essa e tutto il futuro ne dipende. Essa è il grande trionfo del cielo. Dio, nella Persona del Figlio, è venuto sulla terra come uomo per sacrificare la propria vita. Ma la croce è anche la grande tragedia della terra perché l’uomo ha respinto Dio e dovrà renderne conto.
Dio era venuto nella loro città, aveva camminato lungo le strade, aveva bussato alle porte, e avevano rifiutato di farlo entrare.
Dall’ora sesta si fecero tenebre su tutto il paese, fino all’ora nona. E, verso l’ora nona, Gesù gridò a gran voce: «Elì, Elì, lamà sabactàni?», cioè: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» Alcuni dei presenti, udito ciò, dicevano: «Costui chiama Elia». E subito uno di loro corse a prendere una spugna e, inzuppatala di aceto, la pose in cima a una canna e gli diede da bere. Ma gli altri dicevano: «Lascia, vediamo se Elia viene a salvarlo». E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito. (Matteo 27:45-50)
L’aria è fredda, il cielo è nero e c’è la percezione che stia per accadere qualcosa di soprannaturale. Che cos’è questa orrenda oscurità? Che cos’è successo alla luce? La terra trema, le rocce si schiantano … ma cosa sta accadendo?
E Gesù, avendo di nuovo gridato con gran voce, rese lo spirito. Ed ecco, la cortina del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si schiantarono, le tombe si aprirono e molti corpi dei santi, che dormivano, risuscitarono; e, usciti dai sepolcri dopo la risurrezione di lui, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, visto il terremoto e le cose avvenute, furono presi da grande spavento e dissero: «Veramente costui era Figlio di Dio». (Matteo 27:50-54)
Permettimi di farti una domanda: come ti rapporti con quel giorno della storia? Che cosa ne pensi di quel avvenimento?
Se è realmente accaduto … se Dio si è abbassato a tal punto … se è venuto apposta per cercare e salvare l’uomo e se per fare questo è stato disposto a mandare il proprio Figli con un compito così estremo … Se quell’uomo inchiodato sopra una croce era “veramente Figlio di Dio”, come ti rapporti con quello che è accaduto in quel giorno?
Quelle tre ore non furono tre ore qualsiasi.
Furono le tre ore più cruciali della storia. Non si può rimanere indifferenti.



