Saulo, Saulo!

Mentre ero per strada e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, improvvisamente dal cielo mi sfolgorò intorno una gran luce. Caddi a terra e udii una voce che mi disse: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” Io risposi: “Chi sei, Signore?” Ed egli mi disse: “Io sono Gesù il Nazareno, che tu perseguiti”. (Atti 22:6-8)

Giovane e pieno di ardore, Saulo pensava “di dover lavorare attivamente contro il nome di Gesù il Nazareno” (Atti 26:9), così perseguitava i cristiani fino alla morte.

Ma mentre si recava a Damasco per cercarli e metterli in prigione, proviene dal cielo una luce sfolgorante e lui ode queste parole: “Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?” Gettato a terra e reso cieco, Saulo risponde: “Chi sei, Signore?” Allora Gesù gli si rivela e gli dice che diventerà un Suo servitore, un apostolo che predicherà il Vangelo in parecchie regioni dell’impero Romano. L’apostolo Paolo scriverà anche delle Lettere che fanno parte del Nuovo Testamento.

Cosa faceva Saulo? Perseguitava i cristiani. Cosa gli ha detto il Signore? “Io sono Gesù che tu perseguiti”. Questa è una lezione essenziale: facendo del male ai credenti, non solo Saulo oltraggiava la memoria di un Uomo che aveva fatto del bene e aveva insegnato l’amore di Dio, ma si opponeva a Colui che è “vivente”. Egli perseguitava quel Gesù che dal cielo gli parlava in “una luce … più splendente del sole” (Atti 26:13).

La voce del Signore risuona nel nostro cuore? Egli ci parla non per abbatterci, ma per portarci a dire: “Signore, che vuoi che io faccia?”, e a riceverlo nella nostra vita come nostro Salvatore, come “Signore mio e Dio mio” (Giovanni 20:28).

Questa voce del Signore chiama anche te per dirti: “Questi credenti che vedi, che forse critichi, sono in realtà Me stesso, perché sono legati a Me!”

Hai colto questo aspetto? Rifiutando i credenti, si rifiuta il Signore: amandoli, si ama il Signore!

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