Il fisico Oppenheimer, che partecipò attivamente alla messa a punto delle bombe atomiche negli Stati Uniti, dichiarò poco prima della sua morte:
“Nessuno prova il peso della responsabilità come quelli che hanno lavorato nel campo dell’energia nucleare per fini militari. Non possiamo dimenticare che quelle armi ci hanno dato lo spettacolo inumano di ciò che è la guerra attuale; spaventosamente orrenda. I fisici hanno appreso, con esperienza, che cos’è il peccato. Né l’insensibilità, né l’umorismo, né i grandi discorsi potrebbero mascherare questa presa di coscienza; è un esperienza che non si cancella più”.
Non c’è bisogno di avere partecipato alla concezione della bomba atomica per sentire il preso della propria colpa. Noi tutti ci siamo resi colpevoli di strappi alla verità, di ribellione contro l’autorità di Dio e di azioni contrarie al bene altrui.
Ciascuno di noi, un momento o l’altro ha fatto ciò che sa che non è giusto. Possiamo negare la nostra colpevolezza; possiamo cercare di cancellarla dalla nostra mente, ma essa rimane.
Per essere liberati da questo peso sulla coscienza, bisogno riconoscere onestamente i propri torti, andare a Dio in preghiera e confessarglieli con umiltà e fiducia. Lì scopriamo che Gesù Cristo è morto sulla croce per i nostri peccati.
Egli stesso portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, affinché noi, morti al peccato, viviamo per la giustizia; e per le sue lividure siete stati guariti. (1 Pietro 2:24)
Allora egli ci dà la pace, la gioia di essere perdonati da lui, e persino di essere adottati da lui come suoi figli diletti.



